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MALESIA - (2014) di Giovanna e Umberto

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Viaggio di Giovanna e Umberto

MALESIA

MALESIA (E UN PIZZICO DI THAILANDIA)

 

ITINERARIO

Kuala Lumpur – Cameron Highlands – Penang/Georgetown – Langkawi – Koh Lipe – Langkawi – Kuala Lumpur (dal 1 al 15 gennaio 2014)

 

VOLI

Italia-Kuala Lumpur con Emirates a 740€ a testa (comprato sotto data quindi anticipando è possibile sicuramente pagarlo molto meno); volo interno Langkawi-Kuala Lumpur con Air Asia a 40€ per due persone + valigia da stiva.

 

Dopo Thailandia e Vietnam, torniamo in Asia alla volta della Malesia. Dato il periodo del viaggio (gennaio) decidiamo di rimanere sulla parte continentale, evitando le zone orientali tra cui Borneo e Sarawak per via del clima non ideale. Troveremo tempo sempre bello di giorno, con qualche acquazzone nel tardo pomeriggio e nella notte e temperature non troppo elevate.

Dato che viaggiamo con i mezzi pubblici e lo zaino, decidiamo di prenotare gli alloggi dall’Italia in modo da non dover poi girare a lungo per cercare una camera. Abbiamo scelto, come sempre nei nostri viaggi, strutture piccole tipo guesthouse, b&b od ostelli, non cerchiamo i confort dei 4 stelle, non ci interessa il televisore in camera, l’unica richiesta è che la camera sia pulita. Le scelte fatte si sono rivelate tutte azzeccate.

 

KUALA LUMPUR

Personalmente non siamo appassionati di grandi metropoli, preferiamo le piccole cittadine o le località minori, quindi trascorriamo nella capitale solo mezza giornata. Facciamo un giretto aspirando un po’ di smog, visitiamo il pittoresco quartiere di Chinatown e ci spingiamo fino alle Batu Caves, facilmente raggiungibili in treno. La scalinata che porta all’ingresso delle caverne è lunga e faticosa dopo le ore passate in aereo e il caldo ci stronca, quindi la visita non ci esalta più di tanto. Le Batu Caves si raggiungono in taxi (costo circa 10€) o molto più economicamente in treno, la stazione è proprio di fronte e la corsa costa pochi euro.

Alloggio: scegliamo The Marque Hotel esclusivamente perché ubicato di fronte alla stazione dei bus Pudu, ed è pertanto comodissimo per chi deve partire al mattino presto come noi. L’hotel si affaccia su una strada molto trafficata e rumorosa, ma noi che stramazziamo sul letto dopo avere perso una notte durante il volo aereo dormiamo benissimo. Costo della stanza, impersonale ma ampia e pulita, circa 40€.

 

CAMERON HIGHLANDS

La vacanza vera inizia il mattino successivo, quando partiamo col bus delle 9 alla volta di Tanah Rata. Meglio acquistare il biglietto il giorno prima per essere sicuri di trovare posto all’ora desiderata, anche se ogni giorno ci sono diverse corse. Il tragitto dura circa 4 ore, il bus è nuovo e comodo, portatevi una felpa perché la temperatura è bassa. Costo del biglietto 15€ per due persone.

L’ultima ora circa di strada è tutta a curve e tornanti in mezzo ad una fitta foresta che si affaccia su ampie vallate totalmente ricoperte da vegetazione, si passa davanti a belle cascate, il tutto davvero molto panoramico! Si nota subito la differenza tra queste meravigliose foreste e le monotone piantagioni di palma da olio che si estendono per km fuori da Kuala Lumpur, che purtroppo in molte parti della Malesia stanno prendendo il posto della vegetazione originale.

Tanah Rata è una cittadina senza alcuna attrattiva particolare, ma che offre la base ideale per fare escursioni nelle bellissime zone circostanti, solcate da una fitta rete di sentieri percorribili con una guida o da soli. Noi non avevamo scarpe da trekking, ma semplici scarpe da ginnastica, che sono state sufficienti, anche se le abbiamo un bel po’ inzaccherate. Se volete fare escursioni più impegnative meglio avere un minimo di attrezzatura ed è consigliabile avvisare sempre qualcuno dell’itinerario scelto; necessaria poi una giacca impermeabile leggera per le piogge improvvise e anche una felpa perché si è pur sempre a 1500 metri di quota!

Il giorno successivo partecipiamo ad una escursione di una giornata intera, organizzata dalla Cameron Secrets, agenzia affiliata dall’ostello dove alloggiamo. Ci siamo trovati molto bene, la nostra guida è stata prodiga di informazioni, particolarmente durante la visita alla Boh tea plantation, che offre bellissime viste delle colline completamente ricoperte da piante di tè! Obbligo l’acquisto di una serie di pacchetti di tè aromatizzati da regalare come souvenir, i prezzi sono bassi e ci si può sbizzarrire nelle varietà.

Durante la camminata nella mossy forest la nostra guida ci fa conoscere piante che sono utilizzate anche nella medicina tradizionale, fiori e orchidee selvatiche e ci porta fino alla vetta del monte Brinchang a 2032 metri, ma purtroppo la nebbia ci impedisce la vista panoramica a 360° che credo magnifica. Nel pomeriggio proviamo tutto quanto viene prodotto a base delle fragole che vengono coltivate in zona, gelati, frullati e ovviamente saporitissime fragole fresche.

Alloggio: il Father’s guesthouse è un ostello a 5 minuti a piedi dalla stazione dei bus e in posizione defilata rispetto alla via principale. Camera matrimoniale con bagno privato a 22€ a notte, pulita, ambiente tranquillo, postazione internet, bollitore con caffè e tè a disposizione, proprietario molto gentile e cordiale. Ci sono anche camere con bagno in comune e camerate per spendere ancora di meno. E’ un ambiente frequentato da saccoapelisti, ma non ci siamo sentiti fuori posto per la nostra età un po’ più avanzata….. si fanno facilmente conoscenze, ci si scambia consigli e capita anche di risentirsi via e mail una volta tornati a casa. Sicuramente consigliato!

 

PENANG/GEORGETOWN

Dopo due notti a Tanah Rata ripartiamo col bus alla volta di Georgetown, che sinceramente non mi ha entusiasmato e che se dovessi rifare lo stesso viaggio toglierei dal mio itinerario.

Gli edifici coloniali sono molto belli, anche se pochi sono stati restaurati e comunque hanno un gran fascino, ma l’intera cittadina e la parte settentrionale dell’isola sono costellate da alti e moderni grattacieli che mi hanno ricordato Cancun…. Anche la famosa residenza Cheong Fatt Tze che è davvero bellissima è circondata da palazzoni… insomma sono rimasta un po’ delusa, Georgetown me la immaginavo diversa, più raccolta e simile alla deliziosa Hoi An vietnamita che pur essendo molto turistica mi era piaciuta tanto….. parere personale ovviamente.

Noleggiando un motorino (al costo di meno di 6€ al giorno) percorriamo la strada costiera settentrionale, passando da Batu Ferringghi (spiaggiona carina, mare non limpido) arrivando fino al Taman Negara Penang Park. Si tratta di un piccolo parco nazionale dove è possibile percorrere sentieri nella foresta di diversa lunghezza, ma comunque facili e ben tenuti. C’è anche un bellissimo canopy, cioè una passerella posta a 10 metri di altezza, l’ingresso al parco è gratuito, ma per il canopy dovete chiedere e pagare il biglietto di 1€. Durante la camminata si incontrano moltissime scimmiette e si vedono uccelli multicolori ed iguane, i vari sentieri sono tutti segnalati con cartelli e portano ad alcune spiagge dove poter riposarsi prima del ritorno. Portatevi acqua perché nel parco non ci sono ristori.

A detta di tutti, Penang è la patria del cibo da strada, noi abbiamo cenato per due sere di seguito al Red Garden Food Paradise & Night Market, un insieme di ristorantini dove è possibile assaggiare piatti di diverse nazionalità (dal coreano al filippino, dal malese al thailandese, dal cinese al giapponese e via dicendo….). Il cibo viene scelto su grandi cartelli che riportano anche le foto dei piatti (per aiutare il turista nella difficile scelta…..), cucinati al momento e poi serviti al tavolo. Abbiamo notato che non c’erano solo turisti, ma anche parecchi locali. Entrambe le volte abbiamo mangiato bene spendendo pochi euro.

Alloggio: alloggiamo alla guesthouse Old Penang, un vecchio edificio restaurato che ospita un ostello con camerate, camere con bagno condiviso e con bagno privato. Noi avevamo una camera con bagno condiviso, pulita, pavimenti in legno scricchiolante al passaggio, soffitti altissimi, pareti bianche e rosse, il tutto molto… old…... E’ un ambiente frequentato da giovani, ma comunque tranquillo, con postazioni internet gratuite, sala comune con grande televisore e biblioteca a disposizione e nel prezzo è compresa una piccola colazione che ci si prepara da soli. Costo 36€ per due notti. L’edificio si affaccia su una strada poco trafficata, il che è importante perché a Georgetown c’è un traffico incredibile e il rumore dalle strade può disturbare il sonno.

 

LANGKAWI

Dopo due giorni a Penang, partiamo in barca alla volta di Langkawi. Il trasferimento avviene con Langkawi ferry, in circa 4 ore si arriva a destinazione; biglietto per 2 persone 27€ comprato online sul sito, ma bisogna andare alla sede dell’agenzia prima della partenza per farsi cambiare il voucher elettronico con il biglietto vero e proprio. Mare tranquillo e quindi traversata senza problemi (in caso di mare mosso credo che la traversata possa essere davvero dura….), temperatura glaciale all’interno del ferry, quindi portatevi una felpa….. In alternativa è possibile anche volare da Penang a Langkawi con un volo della Flyfire che parte nel pomeriggio e arriva a destinazione in solo 40 minuti circa.

L’arrivo del ferry a Langkawi avviene al molo della cittadina di Kuah, da cui prendiamo un taxi per spostarci nella zona di Pantai Cenang, la zona più turistica dell’isola, dove si trovano la maggior parte degli alloggi di fascia medio-bassa, ristoranti e negozi. Restiamo sull’isola solo mezza giornata perché la mattina successiva abbiamo il trasferimento a Koh Lipe per fare qualche giorno di relax in spiaggia.

Ci riserviamo gli ultimi due giorni per visitare Langkawi e devo dire che l’isola a noi è piaciuta molto e merita davvero il noleggio di un’auto per poterla girare liberamente in lungo e in largo. Abbiamo pagato 40€ per due giorni di noleggio, la benzina costa pochissimo (0,4€ al litro), le strade sono ben tenute e al di fuori della zona di Pantai Cenang c’è poco traffico. Assolutamente consigliata la salita fino al punto più alto, Gunung Raya a 900 m da cui si gode di una vista spettacolare sull’isola (attenzione alle scimmiette in mezzo alla strada….). Altra attività divertente è fare il bagno nelle Telaga Tujuh (sette pozze di acqua dolce, per raggiungere le quali bisogna scarpinare lungo una ripida scalinata….) e gironzolare per le varie spiagge poco frequentate (molto bella la Tanjung Rhu Beach con i suoi isolotti di fronte).

Certo il mare di Langkawi non può competere con quello di Koh Lipe, non è così trasparente e limpido, ma comunque le spiagge sono belle e molto pulite, l’isola è varia e merita almeno un paio di giorni di visita senza timore di annoiarsi.

Alloggio: dormiamo all’impersonale AB motel nel centro di Pantai Cenang, che ha il pregio di accettare la carta di credito e avere stanze direttamente sulla spiaggia. Costo a notte 40€.

 

KOH LIPE

Il trasferimento in Thailandia comprende le lunghe procedure doganali, che vengono svolte prima della partenza. Abbiamo scelto la compagnia Bundhaya speedboat, niente da dire né sulla barca (un grande e potente motoscafo) né sul trattamento. La traversata dura meno di un’ora, ma le procedure di imbarco sono molto più lunghe (bisogna essere al molo un’ora e mezza prima della partenza), i passaporti vengono consegnati e restituiti all’arrivo debitamente timbrati. Il costo è alto, circa 100 € per due persone andata/ritorno.

Tra Malesia e Thailandia c’è un’ora di differenza di fuso orario, quindi all’andata si parte e si arriva sempre alle 9.30, mentre al ritorno da Koh Lipe si perde un’ora. Non c’è pericolo che i bagagli si bagnino, perché il motoscafo è dotato di un grande spazio a tenuta stagna, però se c’è mare mosso la traversata diventa davvero movimentata e dura per i passeggeri…. Abbiamo assistito all’arrivo da Langkawi in un giorno di mare mosso e i passeggeri erano completamente bagnati da capo a piedi, oltre ad avere uno strano colorito verdognolo…..

L’arrivo a Koh Lipe avviene sulla spiaggia principale di Pattaya, perché non c’è un molo, si sbarca direttamente in spiaggia e già il primo sguardo alle acque cristalline, alla sabbia bianchissima, alle palme che ondeggiano al vento riempie il cuore di bei pensieri!

Koh Lipe è bellissima, purtroppo percorrendo i sentierini che portano da una spiaggia all’altra ci si imbatte in spazzatura buttata qua e là, anche sulle spiagge ci sono parecchi cocci di bottiglie rotte e bisogna fare attenzione a non tagliarsi. Mi ha fatto davvero male vedere un simile paradiso trattato così, nonostante i tanti cartelli che invitano a tenere pulita Lipe. Certamente si tratta di un’isola piccola e con un grande impatto turistico, tutto quello che viene venduto o mangiato è portato da fuori e la produzione di rifiuti è ovviamente alta; al centro dell’isola c’è una discarica dove si tenta di fare anche raccolta differenziata, però è evidente che i problemi ci sono e che non sarà facile risolverli soprattutto se il numero di turisti tenderà ad aumentare.

L’isola ha un numero non elevato di alloggi, quindi in certi periodi (ad esempio durante le vacanze natalizie) è sempre meglio prenotare per tempo per assicurarsi un letto a prezzo contenuto (ci dicevano alcune persone incontrate in Malesia che avrebbero voluto andare a Lipe, ma hanno rinunciato per l’impossibilità di trovare un alloggio a prezzi accessibili). Noi abbiamo prenotato un mese prima e abbiamo trovato subito posto dove volevamo.

Intorno a Koh Lipe ci sono molte altre isole piccole e grandi, che fanno tutte parte del Parco nazionale Tarutao, sulle quali è possibile farsi portare per trascorrere qualche ora in solitudine. Consigliata anche l’escursione per fare snorkeling, tutta la zona è frequentata da un gran numero di appassionati di immersioni e lo splendido mare invita alle attività balneari. L’acqua è limpidissima e si nuota con una moltitudine di pesci colorati, si vedono coralli, bellissime ed enormi conchiglie sul fondo, insomma davvero una meraviglia! Per un giorno intero di escursione abbiamo pagato circa 15€ a testa.

Trascorriamo 4 giorni in assoluto relax, spostandoci da una spiaggia all’altra, facendo snorkeling, pagaiando in canoa, ronfando sotto le piante…... A Lipe queste sono le attività più diffuse, non c’è una grande vita notturna anche se ovviamente è possibile trovare bar aperti la sera dove poter ascoltare musica o addirittura guardare un film.

Sull’isola ci sono comunque molte facilitazioni per i turisti, ad esempio case di cambio ed agenzie dove comprare trasferimenti aerei o in barca per molte località thailandesi, tra cui le più famose isole di Phuket e Phi Phi.

Dopo 4 giorni rientriamo a Langkawi e, dopo gli ultimi due giorni passati in giro per l’isola, voliamo a Kuala Lumpur per il (triste) rientro in Italia, dove ripiombiamo nell’inverno nebbioso e piovoso della Pianura Padana…. Che nostalgia del sole e del cielo azzurro!

Alloggio: A Koh Lipe sono presenti prevalentemente bungalow o hotel di media grandezza (anche se alcuni davvero costosi per gli standard thailandesi), noi abbiamo scelto il Lipe Beach Resort che non è un resort di lusso, ma un insieme di bungalow in legno o bambù, molto semplici ma puliti e posti sul tratto a mio parere più bello della Sunrise Beach, al termine settentrionale dove c’è meno passaggio e più tranquillità. Ogni capanna ha il suo bagno privato, doccia (solo con acqua fredda), zanzariera su un comodo letto, ventilatore, verandina esterna, insomma una soluzione semplice e se si vuole spartana, ma a Lipe non serve davvero altro per stare bene! La corrente viene erogata solo dalle 17 al mattino successivo. C’è anche un piccolo ristorantino sulla sabbia, dove poter fare colazione o cenare, che la sera chiude presto quindi la tranquillità notturna è garantita. Il costo a notte è di 25€.

 

CONCLUSIONI

E’ stata una bella vacanza, anche se mi è mancato l’aspetto storico-archeologico che ad esempio la Thailandia con i suoi meravigliosi siti di Sukhothai e Ayutthaya offre.

Per scelta abbiamo deciso di saltare mete imperdibili come ad esempio il grande parco Taman Negara, con più giorni a disposizione avremmo potuto visitarlo ma sinceramente abbiamo voluto prendercela un po’ più comoda senza correre troppo. Occorre tenere presente che in molti parchi malesi c’è il problema delle sanguisughe, quindi bisogna essere preparati con scarpe e calzature adeguate; questo problema non esiste nella zona di Cameron Highlands, dove vista la quota non ci sono neppure zanzare (un vero paradiso…..).

Nelle zone malesi visitate da noi, ci ha colpito l’estrema pulizia di spiagge e strade, in giro non si vedono cartacce o spazzatura, sulle spiagge molto netturbini rastrellano la sabbia in continuazione e lungo le strade c’è sempre qualcuno che pulisce. La gente è sempre stata cordiale e sorridente e disponibile a fare quattro chiacchiere. Direi senza timore di essere contraddetta che si tratta di una meta anche per famiglie con bambini, i supermercati sono forniti di cibo per i più piccoli e comunque la cucina nei ristoranti prevede sempre piatti non speziati a base di riso, verdure, carne o pesce adeguati anche ai più piccoli.

 

NOTE PRATICHE

Per telefonare in Italia dalla Malesia l’ideale è acquistare una sim locale, ce ne sono diverse noi abbiamo comprato la DIGI con una ricarica di circa 5€ e non l’abbiamo finita. Ricezione sempre buona, telefonare e mandare sms costa pochissimi centesimi di euro.

Se vi spostate con i bus locali (ad esempio da Georgetown a Batu Ferringghi come abbiamo fatto noi) dovete avere le monetine contate per il biglietto, che si fa direttamente in bus, dato che l’autista non ha la possibilità di dare il resto.

Avevamo fatto la patente internazionale, l’autonoleggio dove ci siamo rivolti a Langkawi non ha neanche voluto vederla e le procedure sono state molto sbrigative (e concluse con una stretta di mano dopo avere restituito l’auto…..). Guida alla inglese, bisogna fare un po’ di attenzione alle rotonde, ma ci si fa l’abitudine!

Avevamo portato la carta di credito, ma non siamo quasi mai riusciti ad usarla, perché i pagamenti richiesti erano solo in contanti. Ovviamente questo succede nelle piccole strutture da noi scelte come alloggio, se si scelgono hotel di categoria superiore non ci sono problemi. Per le prenotazioni fatte da casa sui vari siti, spesso viene richiesto il numero della carta di credito come garanzia, ma senza effettivamente pagare (tranne che per il Lipe Beach Resort dove all’atto della prenotazione ci è stato addebitato il pagamento di tutte le notti).

La spesa media per una camera doppia con bagno privato in piccole guesthouse od ostelli è sui 15-20€, per una cena a base di pesce si spendono al massimo 10€ in due, trattandosi di un paese a maggioranza mussulmana nel menu quasi dappertutto non esiste il maiale e spesso non vengono serviti alcolici. In alternativa, ci sono i favolosi succhi naturali a base di anguria, ananas, mango e via dicendo. Colazioni sia continentali che all’inglese con uova e bacon, si beve moltissimo tè ovviamente prodotto in loco e molto buono.

Le farmacie sono molto fornite quindi non è il caso di portarsi troppe medicine, si possono in caso di necessità acquistare direttamente in loco. Nell’isola di Koh Lipe c’è anche un piccolo ambulatorio medico!

Per altre info, scrivetemi pure e sarò lieta di aiutare come possibile (giovanna.civelli@tiscali.it).

Buona Malesia a tutti!

Un suggerimento: Koh Lipe è bellissima, il mare fantastico e con colori indimenticabili, ma bisogna andarci ora prima che diventi una meta davvero troppo affollata!

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