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Pinuccio & Doni Around the
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ENDURO, TRIAL, MOTOALPINISMO... CHE PASSIONE!!! - Pinuccio su Scorpa T-Ride 250 F numero 50

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TUTTE le FOTO Appennino Bolognese Idice Castel del Rio Novembre 2008

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ENDURO OFF-ROAD MOTO ALPINISMO

Tour Appennino bolognese e faentino

Reportage della mia prima uscita fuoristrada su moto da enduro / motoalpinismo

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La mia SCORPA T-Ride 250 F

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Navigando in rete ho scoperto il sito di Taddy di Bologna, il quale nel suo sito afferma, a ragione, di conoscere molti percorsi off-road che si sviluppano sull'Appennino tosco/emiliano. Prendo la palla al balzo e gli scrivo una mail per comunicargli il mio interesse e per sapere se è disponibile ad accompagnarmi lungo un percorso abbastanza lungo da star fuori l'intera giornata.

Dopo un periodo di un paio di mesi necessari per procurarmi la moto adatta (una Scorpa T-Ride 250F) e l'abbigliamento giusto completo di protezioni, ecco che si aspetta il meteo buono per poter affrontare montagne, mulattiere, sentieri, boschi e guadi godendo anche di una bella giornata di sole per poter ammirare gli stupendi panorami che si incontrano lungo il percorso.

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E così dopo tanta sofferenza a causa della pioggia che manco a farlo apposta è arrivata esattamente quando io avevo tutto pronto, ecco un bollettino meteo positivo che assicura il sole per almeno tre giorni consecutivi, e vaiii è fatta. Ci si mette d'accordo, corro a noleggiare il furgone, carico il "dueemezzo" e corro a Bologna la sera prima per essere già pronto l'indomani mattina dato che l'appuntamento con Taddy è per le 7.

Allo scopo è risultato comodissimo il camping situato a 3 minuti dall'uscita autostradale Bologna Fiera dotato anche di comodissimi bungalow riscaldati, puliti, con aria condizionata, televisore e servizi privati. Da non sottovalutare la possibilità di poter lasciare il furgone nel pargheggio e di poter utilizzare al rientro i servizi per un'eventuale doccia calda.

Alle 7 in punto arriva Taddy con la sua Honda XR 250, finalmente dopo tante e-mail e un paio di telefonate, ci conosciamo di persona. Ci dirigiamo poi ad Idice per fare colazione e riassumere velocemente il programma della giornata. Da li partiremo dopo aver fatto il pieno di benzina per un tour al 90% in fuoristrada sull'Appennino bolognese fiorentino e faentino.

All'inizio il percorso si rivela abbastanza facile e veloce, piste di ghiaia si alternano a mulattiere e strade romane, poi mano a mano che si procede si fa sempre più impegnativo a causa delle forti piogge dei giorni passati e con l'aumentare del fango è necessario fermarsi per poter godere appieno degli stupendi panorami che ci circondano, possiamo così approfittarne per scattare qualche fotografia.

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Si arriva poi ad incontrare il fiume Sillaro e si procede lungo le piste che lo costeggiano permettendoci di guadarlo numerose volte fino ad immergersi in una vegetazione sempre più rigogliosa circondati dalle caratteristiche calanche bolognesi dalle forme bizzarre e curiose.

E' incredibile la varietà di paesaggio che incontriamo, dalle pietraie lungo il greto del fiume ai boschi di castagne con terreno umido e fangoso dove al nostro arrivo numerosi cerbiatti dapprima immobilizzati dalla curiosità, fuggono poi nascondendosi tra gii alti cespugli.

Col fango cominciano le prime immancabili cadute, a spaventarmi sono le grosse pietre che insidiano il percorso ma fortunatamente stivali, casco e protezioni alle ginocchia, spalle, gomiti, schiena e sterno svolgono il loro lavoro egregiamente e ogni volta mi rialzo incredulo di non essermi rotto niente (fortunatamente ;-)).

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Meno male che la Scorpa pesa solamente 95 kg così riusciamo a rimetterla in piedi senza fatica proseguendo in salita verso il punto più alto, il Monte La Fine.

Siamo a quasi 1000 metri di altitudine e il paesaggio è a dir poco magnifico, fino ad ora non abbiamo ancora incontrato anima viva nonostante siano già passate quasi 5 ore dalla partenza.

Durante la sosta scattiamo qualche foto e ci riposiamo, io sono stanco ma non riesco a stare fermo un attimo, probabilmente a causa della iperattività delle ultime ore, le numerose cadute, e l'adrenalina a mille.

Prima di ripartire facciamo una telefonata a Mauro per avvisarlo che faremo tappa al suo agriturismo per il pranzo, ci risponde che pur essendo lunedi non ci sono problemi e che ci avrebbe aspettato.

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L'insidiosa discesa tutta nel sottobosco dura circa un'ora e quando verso l'una arriviamo all'agriturismo Ca' de il Rio Zafferino tiriamo un sospiro di sollievo.

Ad accoglierci insieme a Mauro troviamo uno splendido Terranova e numerosi cuccioli, anche i gatti non mancano e il posto è stupendo, più che altro sembra di trovarsi in un antico borgo tutto in pietra. E poi la giornata è bellissima, il sole è caldo, oggi è l'estate di San Martino.

Come siamo fortunati, dopo tutta l'acqua che venuta giù, ad avere questo tempo splendido.

Entriamo e rimango affascinato, dentro è tutto in pietra e al contrario di fuori fa un po' freschino, non mi stupisco quando vedo che il camino è acceso e sedersi a tavola con la legna che arde vicini al tepore del fuoco è veramente piacevole. Il cibo è ottimo e abbondante, il vino pure... (meno male che nei boschi non c'è nessuno a farti il palloncino)!!!

Mi spiace che non ci sia Doni, sono sicuro le sarebbe piaciuto tanto questo posto e questa atmosfera così tranquilla fuori dal mondo e dal tempo. Quando lo comunico a Taddy, tra un boccone e l'altro accompagnati da qualche buon bicchiere di rosso lui mi risponde che la prossima volta si potrebbe partire da qui anzichè dal campeggio di Bologna... "voi venite qui a cenare e dormire la domenica notte, l'indomani mattina io arrivo con la moto sul carrello e partiamo da qua per il tour mentre Doni può fare passeggiate a piedi o a cavallo"...

Mentre si fantasticano nuovi progetti, anche Mauro si siede a tavola con un bel piatto fumante di pasta e fagioli, gli chiedo... " ma quelli sono maltagliati?"... "si, certo!" mi risponde lui... manco a farlo apposta gli dico che è uno dei piatti preferiti di Doni e gli prometto che la prossima volta verremo insieme!

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Purtroppo è ora di ripartire, dico purtroppo perchè nel frattempo stando seduti sono cominciati a venire i primi dolori alle gambe e alle braccia e a farsi sentire la stanchezza ma armiamoci e partiamo, la strada da fare è tanta, più o meno tanta quanto quella della mattina e sicuramente ci ritroveremo a fare enduro col buio, l'unica consolazione è che ci sarà una bella luna piena a illuminarci la via.

La lunga discesa nel sottobosco ci porta a Castel del Rio che percorriamo col motore al minimo per non far sentire (almeno spero) che la marmitta è vuota, senza ne catalizzatore ne silenziatore... Ci riforniamo ancora di carburante e ripartiamo per il vicino ponte Alidosi che percorriamo in piedi sulla moto. Si tratta di un antico ponte a schiena d'asino, molto famoso, dal fondo ciotolato, peccato che cominci ad imbrunire e le foto risulteranno un pochino scure.

Poco dopo Taddy si ferma e mi indica in alto sul crinale della montagna una chiesetta, guardo l'ora e gli domando se non vorrà mica salire lassù a quest'ora, mi risponde che la ghiaiata che sale è bellissima e la percorreremo al massimo in 10 minuti... Ok andiamo, non sto nella pelle di essere lassù a vedere il panorama che ci attende. A velocità sostenuta arriviamo in cima, aveva ragione lui, non ci abbiamo impiegato molto e lo scenario con la chiesa con il tetto rifatto in cristallo in cima al cocuzzolo circondato da boschi è stupendo.

La discesa verso Bologna è lunga, ci vorrà ancora più di un'ora ma già stiamo pensando a quanto siamo fortunati di essere in mezzo a questa meraviglia mentre laggiù nella nebbia la tangenziale sarà già bloccata dal traffico dell'orario di punta.

Immensi prati argillosi, antichi borghi, calanche spettacolari formano paesaggi meravigliosi che non avrei mai immaginato di trovarmi davanti, ci accompagnano lungo il tragitto. Ormai la luce è poca, a minuti sarà buio, meno male che la luna ci aiuta mentre corriamo sulle ghiaiate lungo il fiume e durante gli ultimi guadi.

Quando si entra nella rigogliosa boscaglia il buio è totale e si procede con l'unico aiuto dei fari ma la pista è facile e non riserva insidie pericolose. Gli ultimi chilometri li percorriamo su asfalto, comincia a far freddo, più scendiamo e più aumenta la nebbia e il traffico automobilistico, mentre percorriamo questo tratto inevitabilmente penso alla bellissima esperienza provata sull'Appennino tosco-emiliano lontani da qualsiasi forma di caos e di inquinamento.

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Arriviamo al campeggio alle 18.30 dopo undici ore e mezza di enduro, il contachilometri mi indica che abbiamo percorso oltre 200 km tra le montagne e i boschi, sono veramente soddisfatto, mi sento bene dentro perchè ho scoperto l'esistenza di posti incantevoli e nonostante le cadute sia andato tutto per il meglio grazie all'esperienza della mia guida, il grande Taddy!!!

 

Mi aiuta a sistemare la moto sul furgone e mentre lui telefona a Gloria per dirgli che di li a pochi minuti sarebbe arrivato a casa, io chiamo Doni per comunicargli che è andato tutto bene e che dopo aver legato bene il "dueecinquanta" avrei preso la strada del ritorno.

 

Ci salutiamo con la promessa di scambiarci le foto scattate e che appena possibile l'avrei contattato per la prossima uscita perchè ormai l'enduro mi ha preso alla grande!!!

 

Ciao Taddy, grazie per avermi messo a disposizione la tua esperienza ventennale accompagnandomi in luoghi meravigliosi con la mia nuova Scorpa T-Ride 250 F!!!

Concludo con una sua frase:

"Questo è ENDURO signori, micca ricamo e cucito!!!"

Pinuccio

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