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ITALIA - GRAN PARADISO Colle del Nivolet - (2009) di Antonio Sala

per info sul paese click sulla bandiera

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Viaggio di Antonio e Mirella

GRAN PARADISO COLLE DEL NIVOLET - ITALIA

Per effettuare l’escursione si parte dalla località di Ceresole Reale.

Sono 18 km. Circa di salita, in un ambiente talmente bello che non senti neppure la fatica. Dopo molti tornanti si raggiunge la zona dei laghi (Lago artificiale Serrù). Quindi si continua a salire per raggiungere un posto panoramico che spazia sulle meravigliose montagne e sui laghi. Ovviamente le macchine fotografiche diventano roventi per i ripetuti clic.

Finalmente si arriva al Colle del Nivolet con la sua vasta prateria, con i laghetti e la torbiera. La vista spazia sulla vetta del Gran Paradiso e sulla meravigliosa Grivola .

Nella stagione giusta (aprile e maggio) si incontrano stambecchi, camosci, marmotte, volpi ed altri piccoli animali. Sembra il “paradiso terrestre”.

 

Ceresole Reale: paese che sorge nell'alta Valle Orco. 


Il Paese è di probabile  origine Celtica e conserva alcune tracce della dominazione romana, infatti nei corridoi sotterranei delle miniere di Bellagarda e Cuccagna sono presenti alcune iscrizioni latine. In merito la tradizione locale dice che l'Impero Romano condannava i Cristiani ai pesanti e rischiosi lavori di estrazione. Dalle antiche vittime delle miniere trae anche origine il culto di San Meinerio, simbolo di tutti i martiri della fede.


Le prime notizie accreditate riguardo a Ceresole, risalgono attorno all'anno mille, quando l'alta Valle Orco fu donata dall'Imperatore Ottone III al Vescovo di Vercelli.


Nel corso del secolo successivo i territori passarono invece alla famiglia dei Valperga, che concesse gli statuti nel 1338. L'estrema povertà e le angherie dei nobili spinsero però la popolazione a insorgere pochi anni dopo, quando in Canavese dilagò la rivolta dei Tuchini.


La pacificazione avvenne soltanto nel 1449 e, nonostante i valligiani pagassero la somma di duemila fiorini per dipendere soltanto dalla giurisdizione dei Savoia, tornarono ben presto sotto il dominio dei Valperga.
Nel 1794 gli abitanti di Ceresole respinsero i francesi repubblicani che tentavano di invadere il territorio  dopo aver valicato il Colle della Galisia.


A partire dal 1862 Ceresole si fregiò del titolo di "Reale", ottenuto per concessione di Re Vittorio Emanuele II, al quale il Comune aveva ceduto gratuitamente il diritto di caccia a camosci e stambecchi.
Nel 1700  si riteneva che gli stambecchi, oggetto di una caccia spietata a causa delle credenze riguardanti le qualità magiche e curative di molte parti del loro corpo, fossero ormai estinti in tutta Europa. Un centinaio di esemplari era invece sopravvissuto fra i dirupi del massiccio del Gran Paradiso, entro i confini del Regno Sabaudo

Fu così che, tra il 1854 e il 1864, Vittorio Emanuele istituì la Riserva Reale del Gran Paradiso, creata mediante la cessione del diritto di caccia da parte dei comuni valdostani e canavesani al sovrano, che avrebbe esercitato in esclusiva l'arte venatoria.
Negli anni venne così costruita una fitta rete di mulattiere che dovevano facilitare i percorsi effettuati dal sovrano e che oggi offrono al Parco ed al territorio di Ceresole un'eccezionale accessibilità pedonale sino ad alta quota.
 

Il Re formò poi un gruppo di guardie specializzate  e fece tracciare una serie di sentieri che mettevano in comunicazione i vari casotti di caccia: attualmente escursionisti e guardaparco si avvalgono della medesima rete viaria, con l'intento di ammirare e proteggere la flora e la fauna alpina.
 

Il 3 dicembre 1922 con il Regio Decreto la Riserva reale veniva donata allo Stato Italiano affinché divenisse un Parco per la salvaguardia delle bellezze naturali: nasceva così il "Parco Nazionale del gran Paradiso"
Una tappa fondamentale nella storia di Ceresole Reale risale agli anni compresi tra il 1925 ed il 1931, nel corso dei quali fu eretta l'imponente diga dell'A.E.M. di Torino.
Secondo la tradizione locale, nella conca di Ceresole già in epoca remota esisteva un lago, ma si prosciugò a causa della rottura del diaframma di rocce che chiudeva l'imbocco delle Scalee. L'odierno bacino costituisce invece una delle principali attrattive turistiche del paese

 

Il Colle del Nivolet è un valico alpino situato nelle Alpi Graie.

Ad una quota di 2612 m s.l.m. è lo spartiacque tra la Valle dell'Orco (Piemonte) e la Valsavarenche (Valle d'Aosta). Situato all'interno dell'area protetta del Parco Nazionale del Gran Paradiso, è facilmente raggiungibile in macchina nel periodo estivo, mentre nel periodo invernale/primaverile la strada che vi conduce non viene liberata dalla neve. È meta di appassionati di astronomia essendo uno dei pochi punti carrabili in quota completamente privo di inquinamento luminoso, almeno locale, dovuto a luci stradali o per uso civile.

L'accesso al colle è possibile utilizzando la SS 460 per Ceresole Reale (TO). Proseguendo oltre l'abitato di Ceresole la strada si snoda per una ventina di chilometri che portano a salire per un migliaio di metri sino al colle, costeggiando molto da vicino due laghi artificiali asserviti alla produzione di energia elettrica. La strada passa oltre il colle e si arresta poco dopo il Rifugio Albergo Savoia, sul versante valdostano.

 

CENNI STORICI

La strada che, partendo dai 1580 m s.l.m. di Ceresole Reale si inerpica per 18,5 km sino al colle del Nivolet, è stata costruita nel 1931. La funzione principale di questa via era di permettere un facile raggiungimento degli invasi artificiali (lago Serrù e Agnel) situati a quota 2200 m Videsott, il primo presidente dell'ente parco, volle che il tracciato d'asfalto proseguisse fino ai 2612 m del colle intravedendo la possibilità di portare nel cuore del neonato Parco Nazionale del Gran Paradiso una prima forma di turismo naturalistico. Tuttavia, col passare degli anni, lo sviluppo della motorizzazione di massa ha portato al colle orde di turisti che trasformano la zona, soprattutto nelle domeniche estive, in un immenso parcheggio.

Negli anni settanta era stato addirittura progettato il collegamento con il paese di Pont nel comune di Valsavarenche, ma le incomprensioni tra la regione autonoma Valle d'Aosta e il Piemonte hanno fatto sì che il progetto restasse sulla carta. La strada sterrata è stata iniziata, scende dal colle e prosegue per alcuni chilometri sul lato sinistro orografico dell'altopiano del Nivolet per poi terminare nel nulla, presso la croce dell'Arolley, 300 m sopra l'abitato di Pont. Il collegamento con il paese non è mai stato realizzato, si dice per ripicca dei valdostani poco interessati al turismo di passaggio che ne sarebbe derivato. Così il Piemonte restava orfano di una via di collegamento alternativa tra Torino e Aosta che si sarebbe aggiunta all'unica esistente. Grande soddisfazione, invece, degli ambientalisti che consideravano la realizzazione di una simile opera uno scempio alla natura.

Attualmente l'ultimo tratto della SS 460 resta chiuso al traffico automobilistico dal 15 ottobre al 15 maggio, la sbarra si trova dopo Chiapili di Sopra, la borgata più alta di Ceresole. Negli ultimi anni si è cercato di porre un rimedio all'eccessiva affluenza di autoveicoli in una zona di così alto pregio naturalistico bloccando le vetture, durante le domeniche, al Serrù. Gli ultimi sei chilometri possono essere percorsi a piedi, in bici oppure usufruendo del servizio di bus navetta in partenza ogni mezz'ora dal piazzale antistante la diga.

Il Colle del Nivolet dal punto di vista naturale è, senza dubbio, una delle aree più interessanti di tutta la Valle D'Aosta: caratterizzato da una vasta prateria punteggiata da numerosi stagni e torbiere e attraversata dalla Dora del Nivolet, il colle è famoso per i suoi incantevoli laghetti alpini dall'acqua cristallina. Dal punto di vista faunistico, si possono osservare camosci, stambecchi, marmotte, diverse specie di anfibi e uccelli.

Rifugi alpini e strutture ricettive sono: Il rifugio città di Chiasso (mt.2604) – Il rifugio Albergo Savoia.

 

Antonio Sala

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