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CULTURA GHANDARA - (1987) di Giovanni Camici

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CULTURA GHANDARA di Giovanni Camici

 

Nel 1700 A.C. le più sofisticate culture delle civilizzazioni nella valle dell' Indo improvvisamente

cessano di esistere; questo periodo coincide con l' arrivo dei neolitici Ariani dalla Siberia e Urali.

La raffinatezza espressa fino a questo periodo riguardante i disegni di colori nero su rosso delle

ceramiche, svanisce e vengono sostituite da grezze e primitive ceramiche.

 

Lo stile artistico drasticamente ritorna alla forma d' arte dell' Ithyphallic, una rappresentazione

del pene in erezione, accompagnata da difficoltà nello sviluppo della cultura di questa zona, la quale regredisce fino ad arrivare allo stile d' arte neolitico.

 

Gli Ariani stabilitisi in questa area, adottarono questa cultura da loro scoperta,

perfezionando l' induismo nell' adorazione di Bhrama, sviluppando una scrittura conosciuta col

nome di Pakrthi, la quale però è rimasta indecifrata, ma sembra essere precursore del Sanscrito.

 

Nel 6° sec. A.C. , nel momento in cui emerge il buddismo, la terra adesso conosciuta come Pakistan

diventa la seconda provincia dell' impero persiano di Ciro il Grande e più tardi di Dario.

 

Alessandro il Macedone: 326 A.C. in Gandhara.

Nel 4° sec. A.C. Alessandro il Grande di Macedonia, dopo aver distrutto gli Achaemenidi, marcia

verso Gandhara, preparandosi ad invadere l' India, ma il suo sogno svanisce dopo pochi mesi

perchè le sue truppe ammutinandosi chiedono di rientrare in patria, quindi il dominio greco avrà

breve durata. Prima di lasciare queste terre Alessandro incontra Chandragupta, il quale

diventerà presto il primo imperatore indiano.

 

Mauryan:321-180 A.C.

Chandragupta fonda l' impero Mauryan diventando re di Taxila, instaurando la sua capitale a Patna nelle lontane regioni di sud-est dove Budda ha insegnato 200 anni prima, mentre Ashoka il nipote è il vicere di questo regno.

Ormai il buddismo si è impiantato a Gandhara, Ashoka governa l'impero Mauryan (273-235 A.C.),mentre i pellegrini intanto incamminandosi tracciano la via per questa destinazione, alcuni di loro studiano direttamente nelle rinomate scuole di Taxila, per queste terre inizia un momento

di prosperità, il regno diventa molto florido.

 

Invasori stranieri:180 A.C.-241 D.C.

Dopo 5 anni dalla morte dell' imperatore Ashoka nel 2° sec. A.C, Gandhara resta in un fermento

politico per 250 anni, nel regno arrivano i greci-baktrian, indo-greci seguiti da sciti dell' Asia centrale, i quali governano molte città dell' impero.

 

Kushan. 64-241 D.C.

Il fermento culturale attraverso incursioni di svariate popolazioni, preparano Gandhara al suo grande momento di gloria sotto i Kushan un popolo proveniente dalle montagne dell' Afganistan, guidato da Kanishka. Il re dei re Kushan (128-151 D.C.) instaura Gandhara come centro politico e culturale dell' impero dal mare d' Aral alla pianura gangetica indiana, dal centro del subcontinente attraverso le montagne del Pamir alla frontiera cinese, estendendosi dal Sind e Beluchistan fino alle catene del Pamir e Tibet.

L' impero di Kaniskha raggiunge una prosperità eccellente, e quando apre le porte del suo impero al buddismo, i monasteri di Gandhara diventano affollati di pellegrini e studenti, le sue città diventano luoghi di culto, centri religiosi ed educativi, una terra santa dei buddisti; mentre gli artisti decorano e rivitalizzano i luoghi spirituali. I collettivi di artisti si fondono dando origini a stili diversi, così nasce la scuola d'arte Gandhara. durata 5 secoli influenzando l' arte della Cina, Asia e del centro sud.

I pellegrini cinesi erano molto attaccati a questa regione, che nel 3° sec. D.C.alla morte di Kushan viene annessa dai persiani Sassanian al loro impero; mentre nel 4° sec. D.C. sorge l' impero buddista Gupta, riprendono i traffici sulla via commerciale con Bisanzio, Persia e Cina, mentre nel 5° sec.D.C. arrivano gli Hepthalites dall' Asia centrale.

Nello stesso momento in cui per l'impero romano si prospettava il declino, anche per questa regione con l' arrivo di questi barbari inizia una fase decadente, iniziano saccheggi, carneficine tra la popolazione, vengono incendiate le città, un disastro dal quale la cultura Gandhara non riuscirà più a riprendersi. Una testimonianza viene lasciata da un pellegrino cinese Xuan Zhang, il quale visitando la regione nei primi del 7° sec. D.C., pur restando ancora impressionato da questa grandiosa civiltà, nota già il suo declino. I pellegrini cinesi continuano il loro pellegrinaggio in questa area fino all' 8° sec., mentre i buddisti tibetani fino al 16° sec., ma ormai la fiorente cultura è passata, i monasteri non essendo più protetti vanno in decadimento e i monaci gradualmente li abbandoneranno.

I maggiori centri di allora e dove oggi possiamo ammirare ciò che è rimasto di questa grande civiltà sono: Taxila, Charsadda. Pushkalavati.

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Non essendo disponibili immagini dell'autore, le abbiamo cercate e trovate nel seguente sito che parla dell'arte del Ghandara: http://www.policultura.it/cd/gandhara/home.html

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La regione del Gandhara abbraccia gli odierni Pakistan settentrionale e Afghanistan nord-orientale

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