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Pinuccio & Doni Around the
house
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INDIA (2006) di Fabio Ferrario

per info sul paese click sulla bandiera

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12 Mar15/8 AJMER e PUSHKAR PUS

13 Mer 16/8 PUSHKAR - UDAIPUR UDA Kankarwa Haveli

14 Gio 17/8 UDAIPUR UDA

15 Ven 18/8 UDAIPUR UDA

16 Sab 19/8 UDAIPUR – RANAKPUR RAN Roopam a village retreat

17 Dom 20/8 RANAKPUR – JODHPUR JOD Durag Villas Guest House

18 Lun 21/8 JODHPUR- JAILSALMER JAI Padam Niwas Guest house

19 Mar 22/8 JAILSALMER JAI

20 Mer 23/8 JAILSALMER - BIKANER BIK Hotel Jaswant bhawan

21 Gio 24/8 BIKANER - DELHI - -

22 Ven 25/8 DELHI DEL Gold Regency Hotel

23 Sab 26/8 DELHI - LONDRA - MILANO

0 Gio 3/8 MILANO - LONDRA

1 Ven 4/8 LONDRA - DELHI DEL Hotel Ajanta

2 Sab 5/8 DELHI (Tour old/new Delhi) DEL

3 Dom 6/8 DELHI – VARANASI VAR Hotel Alka

4 Lun 7/8 VARANASI VAR

5 Mar 8/8 VARANASI VAR

6 Mer 9/8 VARANASI – AGRA - -

7 Gio 10/8 AGRA AGR Hotel Atithi

8 Ven 11/8 AGRA - FATEHPUR SIKRI - BHARATPUR The birdesr's inn

9 Sab 12/8 BHARATPUR– ABHANERI - JAIPUR Sunder Palace

10 Dom 13/8 AMBER e JAIPUR JAI

11 Lun 14/8 JAIPUR – PUSHKAR PUS Green park hotel

FOTO

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3 Agosto 2006

Il Viaggio

Sveglia e caffè, barba e bidè, presto che perdo il tram...ops, l'aereo! Pioggia, coda in tange, coda in aeroporto, ancora coda ed infine volo per Delhi via Londra. In aeroporto, a Heatrow, vedi tutto il mondo scorrerti davanti agli occhi. Riflessione aeroportuale: “se un caffè medium equivale a ½ litro, quanti km faccio con un big?”. Partiamo in serata per Delhi e il viaggio sarà, per me, insonne.

 

 

4 Agosto 2006

Il battesimo del fuoco

Siamo al nostro primo giorno nel subcontinente indiano; la prima impressione non è così drammatica, ma è esattamente quello che mi aspettavo: mucche, trisciò, biciclette, tuc tuc, moto, cani, venditori ambulanti, scimmie, tassisti, capre, mendicanti, una folla immensa, un girone dantesco che si fonde in un unico luogo che sono le strade di Delhi. Oggi solo un piccolo tour, compriamo i biglietti del treno, ci organizziamo per il giro di old/new Delhi da farsi l'indomani. La stazione ferroviaria è n'ammasso di persone che bivaccano forse in attesa di un treno, o forse anche no. Cinzia mi dice che l'inferno lo immaginava proprio come l'incrocio tra Chelmford street e Gupta road....e forse lo è! Tutti suonano il clacson e, in alcuni punti, è impossibile passare. Ma dove vanno tutti? E come fanno a capire chi suona a chi?

 

B-SIBE

327 Offerte da ciclotaxituctuctriscioisti

2 Tentate sole da parte dell'agenzia dell'hotel

1 megarutto dell'impiegato delle ferrovie

124 Sorry, I don't understand....

½ tentato furto del mio marsupio nella folla

 

 

5 Agosto 2006

Arrosto vegetariano

Colazionati partiamo con un autista nepalese alla scoperta di Delhi. Arriviamo nel cuore della città vecchia e visitiamo subito il chowk con un clima ancora accettabile. Pensando di visitare un tempio, ci ritroviamo, a piedi scalzi, nel ricovero per gli uccelli malati all'interno del tempio jainista: alla faccia dell'aviaria! Poi passiamo al tempio sikh dove ammiriamo splendidi uomini con i classici turbanti coloratissimi. Infine visitiamo il forte rosso, il qual è abbastanza fatiscente, ma lascia intravedere i fasti di un glorioso e ricco passato. Indubbiamente è l'umanità, croce e delizia, che ci affascina piuttosto che i luoghi. Purtroppo nessuno perde occasione per chiedere qualche rupia i turisti per qualsiasi cosa; la parola d'ordine, per me, è desistere!

 

B-SIBE

357 MB di foto with Canon

14.275 colpi di clacson

100Rs per un cavo USB

17 cali di tensione al minuto

3 litri di acqua a testa

2 cobra ed un pitone

2 peperoni flambè: io e Cinzia

 

 

6 Agosto 2006

La cerimonia

Gambe a pezzi e spalle burned. Taxi, clacson e aereo per Varanasi. L' aereo arriva un po' in ritardo, ma giusto in tempo per recarci, dopo esserci districati tra un dedalo di vie contorte, al main ghat dove è si svolge la “puja”. Il rituale è molto pittoresco e si protrae per alcune ore alla luce del crepuscolo. Suoni, canti, luci, incensi, fuochi creano una coreografia veramente suggestiva. Sul fiume scivolano via dei lumini dolcemente trasportati dalla corrente. Nel frattempo si susseguono le abluzioni dei fedeli, con tanto di degustazione di acqua gangetica! Vedere bere quell'acqua mi urta un po' lo stomaco. Ragazzi vestiti di arancione portano bilancieri fioriti con delle giare di terracotta all'estremità; quest'ultime riempite d'acqua costituiranno l'offerta da porgere al dio “distruttore dell'universo”: Shiva. Infatti siamo in pieno Shiva Festival. Mi domando se questi pellegrini portino a casa un po' d'acqua sacra per amici e parenti...probabilmente si. Cinzia ha paura degli animali, soprattutto delle mucche, che incrociamo in ogni strada...però è molto buona, a parte qualche capriccio!

 

B-SIBE

184 MB

47 mucche da passeggio

193 abluzioni

39 lumini galleggianti

310 no, no, no, no, no, no......

 

 

7 Agosto 2006

Il fuoco purificatore

La giornata inizia alle 5 con un river boat trip in compagnia di due inglesi mosci come il principe Carlo dopo una notte con Camilla. L'alba è stupenda e lo spettacolo delle abluzioni, con questa luce dorata, è veramente meraviglioso. Donne, uomini, ragazzi, vecchi e bambini, con i loro vivaci e coloratissimi abiti, affollano le rive del fiume lavandosi e rendendo omaggio agli dei; qualcuno lava i panni, qualcuno si insapona, altri pregano e la mia macchina fotografica non smette di impressionare questo immenso e colorato lavacro di corpi e di anime. Il paesaggio che ci scorre davanti agli occhi non è da meno: le nuvole ed il cielo si fondono con il rosa, il bianco ed il beige degli edifici. Di quando in quando si intravedono dei templi sommersi dall'acqua, così come lo sono i ghat.

La giornata prosegue con un giro per la città, perdendoci tra i suoi affollati e tortuosi vicoli. E' il Shiva festival e un fila lunghissima (alcuni km!) di fedeli, porta l'acqua del Gange al tempio dedicato al Dio. Ci fermiamo ad osservarli ed attorno a noi si crea un clima di festa ed ilarità: alcuni gioiscono del nostro interesse intonando cori allegri, altri ci invitano a metterci in fila con loro (!!!), altri ancora ci chiedono di essere fotografati (non aspettavo altro!!!).

Doccia, pranzo, pennichella, e via verso il “burning ghat”, ovvero il crematorio. Ci facciamo acchiappare da un bambino-guida, simpatico ma troppo veloce, che ci porta a destinazione e ci da parecchi ragguagli sulla cerimonia funebre e quindi della cremazione. Non so perché ma il fuoco purificatore mi attrae...sarò un piromane mancato o in astinenza da Bar-B-Que? Visitiamo anche il tempio nepalese dal quale, circondati da bambini “foto-modelli”, ammiriamo una splendida luna riflettersi nelle acque sacre.

 

B-SIBE

2000 Rs il costo della legna per una cremazione

350 kg di legna necessari al rogo

3 ore il tempo di cottura

24 su 24 l'orario di apertura

100 fuochi ogni giorno

1000 anni gli anni da cui arde la fiamma

2 gechi in camera

 

 

8 Agosto 2006

L'illuminato

Un altro giro di giostra. Sveglia alle 4 e nuovamente siamo in barca sul fiume, questa volta con due catalani molto simpatici. Uno dei tre barcaroli è un bambino con avrà poco più di 10 anni. Rivediamo lo spettacolo del giorno precedente con nuovi personaggi, ma sempre molto affascinanti. Quello che ci colpisce maggiormente è uno sadhu con tre teschi, il corpo ricoperto di cenere, che contempla il mondo dalla cima di una salita; tranquillo e beato fuma ed ha un'aria di superbia, sembra realizzato....salutiamo e lui contraccambia!!

Nel pomeriggio giro in città e shopping di sete e kashmire in un negozio lontano dal caos cittadino ma non dal caldo atroce.

Altro giro in barca, questa volta serale, per assistere alla “puja” da un'altra prospettiva. Lo spettacolo più bello è la luna che si specchia negli occhi di Cinzia ed io, ne sono illuminato!!!!

 

B-SIBE

2754 trisciò

1872 moto

2 milioni di persone per strada

140 euri in tessuti!

 

 

9 Agosto 2006

Il treno

Giornata tranquilla. Visita al museo archeologico ed ad un paio di templi. Il triscioista che ci scarrozza è un'amabile vecchino che suda le cosiddette sette camicie! Gli pago più del triplo di quello che avevamo pattuito: se li merita tutti! Nel tardo pomeriggio ci rechiamo alla stazione per prendere il nostro primo treno indiano. Il treno è veramente confortevole e la compagnia di altri turisti gradevole. Passiamo la serata discorrendo con una coppia israeliana, un italiano ed un olandese. Tutti molto simpatici e conoscere il punto di vista israeliano sulla situazione mediorientale risulta molto interessante. Il viaggio scorre che è un piacere ed arriviamo a destinazione riposati e con solo 4,30 ore di ritardo! L'autista dell'Hotel è lì che ci aspetta imperterrito....

 

B-SIBE

17,5 ore di treno

18 i gradi in carrozza (penso)

35 circa i gradi esterni

 

 

10 Agosto 2006

Il “Taj Maial”

Arrivati ad Agra ci mettiamo subito in pista. Andiamo a contrattare per la macchina per i prossimi 8/9 di tour, dove conosciamo l'affabile e scaltro Ramesh. Svolti i doveri, ora il piacere. Prima Red Fort, bello e con delle splendide viste, ma decadente e mal tenuto come un po' tutto qui. Infine, a pomeriggio inoltrato, dopo aver mangiato in un ottimo posto dove, inizialmente, Cinzia non voleva entrare, visitiamo il Taj Mahal. Vogliamo godercelo al tramonto di una giornata che si è appena rasserenata e promette un bel tramonto. Cinzia è obbligata a lasciare il cellulare all'ingresso che chiude un'ora prima della chiusura. Mi domando perché. La vista di questo imponente monumento, il candore dei suoi marmi bianchi ed il significato che evoca meritano appieno la fama di cui gode e un viaggio per ammirarlo. Cinzia riesce a recuperare il cellulare e a rientrare nel Taj fuggendo dalle guardie!!! Ci godiamo il tramonto con tutte le se sfumature colorate e restiamo fino al calare delle tenebre quando le guardie fischiando a più non posso fanno uscire gli ultimi visitatori. Cinzia ha collezionato numerose foto con famiglie indiane ed io bellissime immagini del mausoleo con un cielo blu intenso e candide nuvole bianche come sfondo.

 

 

11 Agosto 2006

Ashok, a-shock!

Cinzia oggi si è svegliata molto storta e capricciosa. Dopo colazione ci rechiamo alla tourist rest house dove conosceremo il nostro fido autista nonché “compagno di viaggio” per i prossimi 9 giorni: Ashok. Prontamente ribattezzato: Shock. Infatti tale sarà per noi...noi ci mollerà mai! Ci presenta a tutta la famiglia e ci mostra la sua modesta casa. Visitiamo Sikandra e Fatepur Sikri in un clima che definir torrido è un eufemismo. Mangiamo qualcosa in un locale dove ci porta Shock e sarà l'inizio di una lunga....“dieta”. Anche l'aria condizionata della macchina aiuterà....

 

 

12 Agosto 2006

I don't feel very well

I'm sick. Brutta nottata per Cinzia. Io mi sveglio nauseato. Alle ci alziamo un po' scombinati per visitare il Keoladeo Ghana NP. Avvistiamo numerosi volatili, anche se un po' lontani. Tornati in albergo ci riposiamo un po', dopodiché partiamo per Jaipur. Sulla strada ci fermiamo in un paio di templi di cui uno, dominato da scatenatissime e giocose scimmie, è veramente degno di nota. Ma non ci sentiamo molto bene. Infatti alla sera abbiamo la febbre. Ci domandiamo se sia dovuto all'air condiction della car sparata a mille con questo caldo infernale o a quello che abbiamo mangiato....Tachipirinha e via!

 

B-SIBE

38.1 la mia febbre

37.1 la febbre di Cinzia

 

 

13 Agosto 2006

The president of United Cows

Visitiamo i vari palazzi e forti di Jaipur: City palace, Palazzo dei venti, l'osservatorio e l'Amber fort. In tutti questi luoghi siamo fermati da famiglie indiane, ragazzini, una continua processione di gente che ci vuole conoscere, fare una foto con noi (soprattutto con Cinzia), o semplicemente stringerci la mano. Cinzia è indubbiamente l'attrattiva principale, riscontrando unanime successo. Bionda ed occhio azzurro: una specie rara! Sicuramente, hanno più foto di Cinzia gli indiani di me e di quante ne ha fatte lei a loro! Anche la mia fotocamera attira la curiosità di molti indiani, ma molto meno. Ci sentiamo come se fossimo dei vip, come il presidente delle vacche unite e first lady!!

 

 

14 Agosto 2006

Biadesivi

Anche oggi ci sentiamo (quasi) dei Vip, tutti a stringerci la mano ed a chiedere una nostra attenzione. Oggi per la prima volta ci siamo infastiditi per l'insistenza di alcuni mendicanti-bambini, che proprio non ci volevano mollare! Anche un lebbroso ci ha inseguito a lungo con la mano tesa. Ma gli va male, io desisto. Sono io a chiedere loro qualche rupia per liberarmene! Tutto sommato la gente è uno spasso anche se, a volte ed in certe situazioni, sono un po' troppi e, alla lunga, questo ci logora. Ajmer è una città insignificante, fatta eccezione per un surreale ed onirico tempio jainista. Sulla strada che porta a Pushkar troviamo una colonia di “monkey black face”, ovvero entelli. Cinzia chiusa in macchina impaurita, io a scattar foto, A-shock affermando “good monkey, good....” e un pezzo di marcantonio di scimmia, saltando all'improvviso dall'albero, vola sul cofano provocando un'ammaccatura enorme. A-shock impassibile, finge di non vedere. Io me la rido e anche Cinzia, alla fine, si persuade che non sono pericolose. Alla sera la nostra cena quasi romantica è purtroppo minata dall'irruenza del nostro autista che, come un liceale alla prima uscita, vuole assolutamente bere il proibitissimo alcool nella città santa....non ci molla un attimo!!! Ma perché tutti a noi i biadesivi?

 

 

15 Agosto 2006

Holy city? Sprighesigabonieklaromacolgas!!!

Sveglia presto e giro per i ghat di Pushkar, la città santa. Qui si svolgono delle abluzioni simili a quelle di Varanasi ma meno pittoresche. In compenso è una continuo assalto di gente che vuole metterti in mano fiori....inoltre, purtroppo, è vietato fotografare (le abluzioni?) così ce ne torniamo un po' delusi alla base. Altro giro nel pomeriggio con visita del tempio di Bramha e di nuovo ai ghat per fare qualche foto. Scendo la prima scalinata e dopo poco si avvicina il primo opportunista. Non si può fotografare! Prima bisogna offrire i fiori al lago, pagare, poi diventa magicamente possibile!! Anche qui tutto ha un prezzo, anche la santità della città e del suo lago. Sicché, ovviamente, desisto e tiro una supercazzola mondiale a chi si pone davanti al mio obiettivo! Cinzia non approva che io li prenda in giro, solo perché sostengo ingenuamente di non avere in mano una fotocamera...ma poi la convinco della LORO malafede. Mezza delusione.

 

 

16 Agosto 2006

India chiama Europa

Partiamo alla volta di Udaipur. Le condizioni climatiche non sono delle migliori ed io ho avuto una piccola ricaduta con una lieve febbre che mi passerà nel corso della giornata. Sulla strada ci fermiamo in un paesino di poco conto con una delle tante celebrazione di un qualche Dio, poi, visitiamo dei bellissimi quanto isolati templi jain. Arrivati a Udaipur ci sembra di essere in Svizzera tanto è la differenza di pulizia con le altre città. Prendiamo una camera spettacolare con la finestra proprio sul lago e la vista sul lake palace: ci godiamo lo spettacolare e romantico tramonto distesi sul tatami bianco delle nostra stanza.

 

 

17 Agosto 2006

Un po di pace.

Udaipur ci piace e decidiamo di fermarci 3 giorni, dopo aver animatamente discusso con A-shock & Ramesh, i quali avrebbero voluto scaricarci un giorno prima. Lo shock poi, vuole portarci e farci passare la notte a Ranakpur a tutti i costi. Vinco io. Passiamo una piacevole giornata fra visite dei palazzi del Maranha, gita sul lago e spettacolo serale con danze e musiche locali. Cena a lume di candela con vista lago!!

 

 

18 Agosto 2006

One Banana Lassi, please.

Visitiamo ancora la città ed una haveli. Nel pomeriggio sperimentiamo il nostro primo massaggio ayurvedico: non è esattamente quello che ci aspettavamo e rimaniamo un po' delusi ed anche provati dall'energico trattamento. Nel frattempo inizia a piovere e continuerà per molto tempo....Dopo 2 settimane di viaggio iniziamo ad essere un po' provati, nonostante lo stop un po' più lungo. Io, ormai, sono diventato il massimo esperto di “banana lassi”!! Provo anche il lassi special alla marijuana!

 

 

19 Agosto 2006

E pioggia fu.

Piove a dirotto e non smette un secondo. Arriviamo allo splendido tempio Jain di Ranakpur intorno a mezzogiorno. Il tempio, tutto in pietra finemente scolpita, con architetture ardite ma perfettamente simmetriche, è veramente qualcosa di eccezionale. La pioggia ha allagato tutte le strade, i fiumi sono in piena, e noi ci troviamo bloccati in questo luogo disperso tra i monti e nella foresta tropicale. Bello se non piovesse. Conosciamo due coppie di italiani con cui passeremo una piacevole serata e cui cui ci avventureremo in cordata il giorno seguente per tentare di raggiungere Jodhpur.

 

 

20 Agosto 2006

Povero tamarro dai capelli rossi.

Partiamo con una carovana di 5 macchine che presto diventeranno 4 poiché la nostra si scassa quasi subito e condividiamo la macchina con una francese ed il suo autista “false red hair”, il tamarro. La strada è continuamente interrotta da zone allagate che riusciamo a guadare grazie all'ausilio di vari trattori appostati per l'occasione. Ovviamente pagando. Il tamarro ci propone di continuare con lui ma decliniamo l'offerta decisamente avendone piene le tasche (e non solo quelle!) di questi personaggi assillanti. Alle 23,30, ci aspetta un treno notturno per Jaisalmer. Cancellato. Causa? Pioggia! Ripartiremo il giorno dopo, forse in pullman. Forse.

 

 

21 Agosto 2006

Water on the desert

Alla stazione dei bus acchiappiamo uno che ci porterà a Jaisalmer in macchina per u pugno di rupie in più rispetto al bus. Sulla strada incontriamo migliaia di pellegrini in cammino verso un tempio per il “Rama festival”; arrivano da tutta l'india in bus, treno, auto, bici, mucca, moto, ciuccio, ma la maggior parte a piedi! Portano tutti delle bandiere distintive dove in alcune aree di sosta mangeranno e dormiranno a gratis! Arriviamo a Jaisalmer in uno scenario desolante: niente luce, niente acqua, crolli sparsi, ma soprattutto la città ed il deserto allagato!!!

 

 

22 Agosto 2006

Il signore delle mosche

Visitiamo il forte e le bellissime haveli. Purtroppo molte sono chiuse. Causa? Pioggia! Oggi non ho voglia di fare nada de nada. Sono colto da scazzo pesante e stanchezza. Pomeriggio di relax ed alla sera a letto presto in vista dell'alzataccia per prendere il primo pullman per Bikaner. Il tanto agoniato Camel safari lo saltiamo a piè pari viste le condizioni meteo: peccato, una gita nel deserto mi sarebbe proprio piaciuta. A proposito, in questa città vi è una concentrazione assurda di mosche, come in nessun'altra. Fastidiosissime!!

 

 

23 Agosto 2006

che viaggio!

A questo punto cosa ci mancava? Un viaggio in pullman! Sveglia all'alba, anzi è ancora notte quando saliamo sull'autobus sguarrato. I sedili reclinabili di finta pelle nera trasudano umanità. Presto il carrozzone sferragliante si riempe di vecchi, donne, bambini, uomini di ogni età, viaggiatori sonnolenti o rumorosi, assorti o questuanti, tutta l'umanità possibile. Poco più di otto ore di viaggio. Giunti a Bikaner, ci sistemiamo e andiamo in stazione per chiedere il rimborso del treno Jodhpur-Jaisalmer annullato: un'odissea! Sarebbe stato difficile ovunque, ma alla fine, dopo vari sballottamenti, ci ritroviamo a bere chay con il capo stazione e compilar moduli improvvisati per il rimborso. Ovviamente non ci arriverà mai nulla!!

 

 

24 Agosto 2006

Bikaner? Pensavo peggio!

Visitiamo Bikaner che, memore dei racconti letti e dei vari commenti sentiti, dovrebbe essere la peggio città dell'India. Così non è, ed a me viene in mente la scena di “Caro diario” in cui Moretti parla di Spinaceto, la quale non gli risulta così terribile com viene dipinta. Bikaner infatti, non ha nulla di particolarmente interessante ma si rivela una città tranquilla, con pochi turisti, pochi scocciatori, tantissimi carretti trainati da cammelli, tuc tuc a non finire, e pochissimi clacson!! “Bikaner? Non male, pensavo peggio!”.

 

 

25 Agosto 2006

Last day

Arriviamo by train di mattina prestissimo alla stazione di Delhi. Dopo una breve sosta, visitiamo alcuni monumenti e tombe di New Delhi. Nel pomeriggio, dopo aver collaudato la nuovissima metropolitana delhiana, ci dedichiamo allo shopping selvaggio con tanto di strisciata di carta di credito, sensazione che ho dimenticato.

 

 

26 Agosto 2006

The return

Per fortuna purtroppo è finita. Giornata di viaggio per rientrare in Italia. All'aeroporto di Delhi prima, e di Londra poi, è una fila continua. Per giunta, ci sequestrano tutti i liquidi e non solo. Arriviamo a casa stanche ma soddisfatti. Forse.

 

E ora?

Alla fine, come sempre, con un po’ di tristezza ed un po’ di euforia per la fine dell’avventura, tiriamo le somme del viaggio;

Le esperienze vissute, i luoghi ricchi di storia e di fervore religioso, gli odori pungenti e nauseanti delle strade, i profumi sussurrati, i sapori speziati, i volti delle persone, i singolari personaggi, gli animali onnipresenti, ci rimarranno per sempre impressi a fuoco nella memoria.

I rimpianti, tanti come al solito, per non aver avuto abbastanza tempo per visitare qualcosa in più, perché qualcosa di più che si può sempre vedere!

Insomma, ce a siamo cavata anche questa volta anche ne siamo usciti abbastanza provanti sia nel fisico che nella mente. Infatti la gente, croce e delizia di questa nazione, a lungo andare, con le continue richieste, offerte, ecc. ci ha logorato un po'. Le condizioni climatiche con il grande caldo prima e la pioggia incessante poi, unito alle scarse condizioni igieniche ci hanno un po' provato fisicamente.

 

Alcuni dubbi...

I Sikh lo tolgono il turbate quando dormono?

Quante mucche ci sono, e di chi sono?

Il deserto allagato è una visione unica o una sfiga totale?

 

Le frasi più sentite

Hello!

Which country?

Ten rupie

Where are you from?

fifthteen rupie

Oh! Italy!

Tuc Tuc? Risciò?

Exscuse me sir..

 

Considerazioni finali

L'odore dell'india? Mucche, latte, sterco, tubo di scappamento e frittura.

Gli indiani, curiosissimi e socievoli, a volte timidi altre sfacciati, a volte logorroici altre taciturni, non si scandalizzano se affermi di non credere in Dio, restano sconvolti se gli dici che non guardi la tv!!

 

Fabio Ferrario

fabio_ferrario@libero.it

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