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INDOCINA - (2010) di Roberto Buttura

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Viaggio di Roberto e Lidia

Laos Vietnam Cambogia

Laos-Vietnam-Cambogia

Diario di viaggio di Roberto e Lidia 16 Febbraio-16 Marzo 2010

Dopo tre anni di vacanze quasi solo di mare era giusto a nostro giudizio fare qualcosa di diverso ; si potrebbe definire un viaggio semiculturale ; a modo nostro a posteriori decidiamo di chiamarlo semiculturale-stancante-irripetibile.

Unico errore se possiamo così chiamarlo e’stato voler fare tre paesi culturalmente e

profondamente così diversi tra loro in un solo botto quando per conoscerne a malapena uno ci vorrebbero mesi.

Nel nostro racconto ci limiteremo a brevi osservazioni su luoghi visitati e popoli incontrati , saranno impressioni soggettive , a volte superficiali a volte deformate dall'entusiasmo creato dall'aspettativa ,dalla meraviglia di cose ,persone ,ambienti a noi culturalmente lontani, ma guardati e vissuti con partecipazione e curiosità.

16/02/2010 - Partenza da Malpensa direzione Bangkok , volo con Thay ottimo e durata accettabile.

17/02/2010 - In transito a BKK aspettiamo 3 ore il volo della Laos airline , poi dopo un volo di un’oretta con Atr-72 atterriamo a Vientiane.

Il Laos e’sicuramente un paese che affascina ancora un pò misterioso dove si può trovare quello che nell'immaginario collettivo si pensa ci sia in Indocina ,ancora

senza gli artifizi e le malizie acchiappaturisti .Gli abitanti sono sorprendentemente cordiali e con un forte attaccamento alla tradizione religiosa. E' anche uno dei Paesi più poveri della terra aperto da poco al turismo e per questo molto fragile,quando il turismo di massa vi approderà la popolazione sarà certamente più ricca ma il Laos perderà sicuramente parte del suo fascino.

18/02/2010 - Vientiane è una città sospesa tra antico e moderno, naturalmente i siti più belli sono i Templi (Vat)con gli stupa ,i pinnacoli ,le cappelle dorate ,con le migliaia di Buddha di tante dimensioni,età ,posizioni e gesti diversi. Si potrebbe stare ore a guardare i fedeli che vanno ai templi con le offerte multicolori di frutta ,fiori di carta luccicante e incensi.

19/02/2010 - Volo Vientiane-Luang Phrabang

Luang Phrabang è una meta affascinante,piccola città da girare a piedi per gustarne tutto il fascino. Ex città reale e patrimonio dell'umanità UNESCO, sorge in riva al Mekong con un caratteristico e frequentato lungofiume ; è piena di storia e bellissimi templi.

Interessante visitare i vari villaggi dei dintorni dove è abbastanza fiorente l'artigianato tradizionale come la tessitura della seta ,delle stoffe,la manifattura della carta Sa etc. e qui abbiamo toccato con mano la povertà di questo paese e quello che più ci ha fatto tenerezza come al solito sono stati i bambini.

Le cascate di Khuang Si inserite in una foresta impenetrabile con alberi altissimi e molto vecchi sono da vedere.

L'escursione in barca sul Mekong verso nord , interessante anche se un po' stancante visto che le rive del fiume sono aride in questo momento ed il paesaggio seppur diverso da quello dei soliti fiumi diventa ripetitivo; dopo un paio d’ore si giunge presso le grotte di Pak Ou e all’interno vi sono 2 santuari con migliaia di buddha di tutte le specie. Una scalinata di 300 scalini porta dalla prima alla seconda grotta,e qui siamo stati sommersi da un nugolo di bimbi che vendevano i passerotti in una piccola gabbia di legno che poi venivano liberati dai turisti in omaggio a Buddha.

Il mattino dopo di buon’ora ci siamo alzati per assistere alla famosa cerimonia dei monaci che alle 6, puntali, escono per fare la questua; questa cerimonia che per i monaci e i fedeli buddhisti,provenienti anche da altri paesi asiatici,è una vera e propria cerimonia religiosa, ha un certo fascino ma sta forse diventando un pò troppo turistica.

I mercati sia a Vientiane che a Luang Phrabang sono ,come si dice , il cuore pulsante delle città; è uno spettacolo aggirarsi tra queste pile colorate di frutta,verdura ,spezie,cose strane ,cibi strani ;tra odori e profumi inusuali per noi e la gentilezza delle persone che salutano sempre con un sorriso.

Ci rendiamo conto che ciò che abbiamo visto è ben poca cosa delle bellezze che offre il Laos con la sua natura quasi incontaminata. Dicono che l'escursione sul Mekong nel sud del Laos sia una cosa imperdibile; la prossima volta non la perderemo!

 

22/02/2010 - Volo Lao airline Luang Phrabang- Hanoi.

Il Vietnam non ha bisogno di interpretazioni ,è un paese densamente popolato , emergente , determinato come la gente che lo abita. Cercavamo in Vietnam ciò che ci piaceva e cioè le cose antiche ,come vive la gente, tradizioni,popoli , costumi,architettura, loro però ci tenevano a farci vedere il loro passato prossimo,forse perchè il trauma della guerra non è stato ancora (comprensibilmente) rimosso.

 

Ad Hanoi siamo stati poco;la nostra guida ha ritenuto che la cosa più importante da visitare fosse il complesso del mausoleo di Ho Chi Minh

(i vietnamiti adorano lo Zio Ho) che sarà stato sicuramente un grande ma non ci ha appassionato molto.....il mausoleo. Per fortuna c'era la bella" Pagoda su una sola colonna" per rifarci gli occhi!!! Poi il museo etnografico (non sappiamo apprezzare le cose finte sigh!)per cui alla fine abbiamo gettato la spugna e ci siamo fatti un giretto con tuc tuc pedalato nel quartiere vecchio così ci siamo resi conto della cosa più visitabile di tutta Hanoi , il caos di 3 milioni di motorini che circolano in assenza di segnali stradali,regole,vigili,semafori (pochi) ed il traffico che scorre ,niente code .... piano piano ...senza incidenti ...tranquillamente....ma va!; abbiamo pensato :-Ma come fanno?????....questi sì che sono geni!

23/02/2010 - La sera siamo saliti sul treno per Lao Cai; l'agenzia aveva

prenotato una cabina solo per noi per avere un pò di privacy vista la nostra insofferenza notturna ai rumori . Conclusione: lo scartamento ridotto dei treni vietnamiti ha cullato Lidia,mentre io ho subito "i peggiori movimenti esistenti in natura"e cioè:aereo che entra in una tempesta, barca con mare forza 7 , tornanti sulle dolomiti a tutto gas , ebbene questo treno ha ,secondo me, la virtù di avere tutte queste forze miscelate assieme, abbiamo fatto 9 ore per 300 Km.Questione di punti di vista!!!!.

24/02/2010 - Un ora di strada da Lao Cai a Sapa.

Sapa è una piccola cittadina a circa 1600 mt.di altitudine, il territorio e i villaggi fanno parte del parco nazionale di Hoang Lien.

Sapa sorge in un punto panoramico che domina una splendida valle circondata da alte montagne , in basso le terrazze coltivate a riso ed i villaggi popolati dalle tribù di montagna h'mong e dzao con i loro bellissimi costumi tradizionali. Ci sono percorsi turistici che attraversano terrazze e villaggi e mostrano come vivono queste popolazioni che naturalmente traggono dal turismo quel qualcosa in più di diverso dei frutti di una terra non molto generosa.

25/02/2010 - Dopo 2 giorni partiamo da Sapa per Lao Cai, aspettando il treno ,ci fermiamo un paio d’ore a visitare questa cittadina di frontiera. Qui c’e’ il ponte della bellezza che divide Vietnam e Cina ed il Fiume Rosso fa da confine. Ci siamo soffermati a guardare dei pescatori in mezzo al fiume e quando hanno catturato pesci mi sono domandato di quale nazionalità fossero.

Tragedia per uno di noi al ritorno in treno!!!... e semipernottamento ad Hanoi .

26/02/2010 - Il giorno dopo via di buon’ora con l'auto verso Halong ; 4 ore di macchina per 130 Km. Le strade in Vietnam sono interminabili e terribilmente trafficate. Finalmente ad Halong! Maestosa e affascinante ;questo posto merita da solo il viaggio. Malgrado l’acqua della baia sia inondata da chiazze di petrolio galleggiante e lerciumi vari( colpa delle troppe imbarcazioni, come del resto Venezia) dobbiamo dire che il paesaggio ha superato le aspettative e poi il soggiorno sulla giunca ed il pernottamento in cabina confortevole, la visite alle Grotte dei Pali di Legno, dei villaggi galleggianti con gli allevamenti di pesce e le insenature, le grotte,gli anfratti visitati con la barca a remi ci ha entusiasmati.

27/02/2010 - Lasciamo la giunca il giorno dopo e con un piccolo battello in mezz’ora arriviamo a Cat Ba, una grande isola nella baia di Halong, ben presto ci accorgiamo di aver fatto un errore nel sceglierla perchè ci sarebbe mancato il tempo per visitare il parco nazionale,ci accontentiamo di riposare e gironzolare in un ambiente non proprio idilliaco,dove però abbiamo mangiato dell'ottimo pesce. Un giro in battello ci ha mostrato come vivono moltissime persone sui villaggi galleggianti ;il degrado e la miseria come abbiamo qui veduto non pensavamo potesse ancora esistere.

28/02/2010 - Ritorno con barca veloce sino ad Haiphong città famosa durante la guerra,secondo porto per importanza in Vietnam. Dopo 4 ore di auto arriviamo ad Hanoi.

01/03/2010 - Hanoi-Saigon: volo con atterraggio ai limiti della fuoriuscita .

Chiamata anche Ho Chi Minh City .Qui è doveroso spendere due parole per questa città che ci ha affascinato e sorpreso. A prima vista sembra solo una città molto caotica,più di Hanoi,le strade congestionate dai numerosissimi scooter, un continuo assordante suono di clacson....però poi se ne sente il fascino,una vera e propria esperienza sensoriale,marciapiedi divenuti parcheggi per motorini (i pedoni sono pregati di camminare in mezzo al traffico!)zeppi di merci, di cibi pronti,di gente che mangia in qualsiasi ora del giorno,bellissime pagode antiche ,grattacieli....sempre in quell'atmosfera tropicale coloniale della quale molti stranieri si innamorano.

 

02/03/2010 -Volo Saigon- Phu Quoc . Non essendo abituati a vacanze movimentate ci siamo concessi sei giorni di relax marittimo ed abbiamo optato per l'isola vietnamita di Phu Quoc. Un bel resort confortevole,buon cibo,un mare caldissimo(30°g circa) ,una,anzi due, sdraio sotto la palma.....per un pò va bene,ma poi se uno(io,Roberto) deve stare al mare senza poter tenere per mezza giornata la testa sott'acqua a guardare cosa fanno pesci,che ci sta a fare in spiaggia?Vero è che l'isola da questo punto di vista non offre nulla,non ci si poteva muovere perchè le strade in costruzione mettevano a dura prova il fondoschiena, nell'unica escursione abbiamo visto un piccolo, discreto sito corallino ad An Thoi ,una bellissima e ancora incontaminata(ancora per poco dicono) spiaggia a Bai Sao e un allevamento di ostriche perlifere.

Phu Quoc non è sicuramente l'isola più bella che abbiamo visto, è stata solo una parentesi di relax in un viaggio lungo,in un posto tranquillo,sonnolento e ancora poco turistico.

08/03/2010 - Volo Phu Quoc-Saigon. E' il 20esimo giorno del nostro peregrinare, atterriamo in serata nuovamente a Saigon, ceniamo a “ Il Pomodoro”; scusateci ma dopo 20 gg. di cibi esotici una spaghettata ci voleva ,ed era pure ottima! Saigon impedibile la sera lungo il Mekong,in un turbinio di luci che sembra sempre Natale. 09/03/2010 - Saigon- My Tho-Can Tho. Delta del Mekong.

Un percorso turistico in battello ,barca e a piedi ci porta a scoprire come sono pieni di vita questi isolotti del delta:orti pieni di frutta,mercatini,piccoli villaggi di pescatori,allevamenti ittici,ristoranti tipici e persone estremamente accoglienti . Alla sera arriviamo a Can Tho,anche qui il lungofiume è il punto di ritrovo della popolazione residenti e non,ristoranti,bar, mercatini....sembra che le persone non facciano altro che andare nei mercati dal mattino fino a notte inoltrata. Naturalmente ogni volta devo trascinare via Lidia

10/03/2010 - Can Tho-Chau Doc

Il mattino dopo visita al mercato galleggiante di Cai Rang; se vi piace il caos totale andateci; noi ci siamo divertiti un mondo; partenza per Chau Doc ,città di frontiera con la Cambogia sul ramo del Mekong chiamato Bassac e altrettanto animata come le altre.

11/03/2010 - Chau Doc- Phnom Penh

Questo trasferimento fatto con barca veloce e’ un pò lungo , dura 6 ore comprese le varie formalità tra le due dogane. Diversamente da quanto pensavamo il paesaggio scorre piatto e un po’ monotono ; comunque sempre meglio dell'aereo e nel complesso risulta gradevole.

Cambogia detta anche "il paese del sorriso".E' vero, ora la Cambogia può sorridere perche sono finite le guerre e le atrocità che l'hanno fatta piangere per molto tempo. Povertà ce n'è molta e la si vede ovunque ma ci è parso un popolo dignitoso ,fedele alle tradizioni,al loro re,orgogliosi del loro paese e di essere Khmer ,sorridenti come tutti i Buddha che si trovano sparsi ovunque sui ruderi antichi di Angkor e nei templi .

Phnom Penh è la città reale e attorno al palazzo reale c'è quasi tutto quello che di bello si può vedere avendo poco tempo. L'insieme del Palazzo Reale racchiude edifici costruiti agli inizi del secolo ispirati alla tradizione Khmer e perciò tetti dorati,frontespizi intarsiati,pinnacoli,colonne imponenti ,fiori di loto stilizzati. Poco lontano la fastosa Pagoda d'Argento e il Museo Nazionale delle Belle Arti ,edificio in stile Khmer tutto dipinto di rosso che contiene innumerevoli tesori prevalentemente provenienti da Angkor.La collina di Wat Phnom ,con uno stupa in cima ed un tempietto dedicato alla Signora Phnom fondartice della città è un posto piacevole e curioso.

 

12/03/2010 - Phnom Penh –Siem Reap

Dopo quattro ore di auto finalmente a Siem Reap.Appena il tempo per depositare le valige e una doccia e poi via in auto per 15 km sul lago Tonle Sap,il più grande lago della Cambogia,classificato dall'Unesco"riserva della biosfera",uno dei laghi più pescosi al mondo. Con un piccolo battello andiamo a visitare un villaggio che oltre che essere galleggiante è anche itinerante a seconda delle stagioni. I bimbi dentro piccole bagnarole di alluminio girano con un serpente al collo attorno alle barche dei turisti vendendo souvenir.

 

13-14/03/2010 - Il sito di Angkor meriterebbe da solo 1000 pagine di un libro ma nessuna parola può descrivere lo stupore ,l'emozione di trovarsi lì a guardare cose solo sognate,immaginate ma non tanto belle come nella realtà.

Montagne di pietra,figure che si rincorrono in interminabili bassorilievi,cupole ricamate,templi che sembrano alberi e alberi che sembrano templi,da ogni angolo facce di Buddha grandi e piccole che ti guardano sorridenti. Il nostro preferito è sicuramente il Ta Phrom ,diventato parte integrante della giungla.

Ci ha fatto desistere dal trascorrere tutto il giorno nei templi il caldo canicolare nelle ore centrali della giornata che arrivava a 40°g circa.

La sera in tuc-tuc a cena in Pub Street ,animatissima via di Siem Reap,abbiamo mangiato un originalissimo Cambodian BarBQ, fatto il pedicure con i pesciolini,ascoltato musica e conversato con i primi italiani da quando siamo partiti.

 

15/03/2010 - Siem Reap-Bangkok

 

16/03/2010 - Bangkok-Milano. Si torna a casa :soddisfatti e stanchi.

Riassunto: viaggio fuori dalle nostre mete usuali, unico imparagonabile con quelli già fatti ma come emozioni il migliore.

La prossima volta ci impegneremo a fare di meglio!

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