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SPAGNA e ANDORRA - (2009) di Gianni Rossi

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TORNA ALL'INDICE DEI DIARI

Viaggio di Gianni Rossi - ANDALUSIA MANCIA MADRID ANDORRA in camper

Mirandola – Figueres – Cadaques – Estartit – Lloret de Mar – Barcellona – Altea (Costa Blanca) – Guadix – Granada – Ronda – Siviglia – Cordova – Consuegra – Campo de Criptana – Belmonte – Cuenca – Madrid – Andorra – Antibes – Mirandola

Volevo andare in Scozia e mi sono ritrovato in Spagna. Cercavo il fresco ma le “donne” di casa hanno avuto la meglio e mi hanno trascinato al caldo. In realtà non abbiamo particolarmente sofferto. I 39-40° all’ombra di certi momenti in Andalusia sono molto più tollerabili del clima assurdo della bassa pianura padana, il peggiore al mondo. La cappa di umidità delle nostre zone in estate, quando non tira un alito di vento e gli abiti ti si appiccicano addosso, non ha riscontro.

L’ambiente molto ventilato e secco della Spagna ci è stato di grande aiuto in tutto il viaggio. Di notte abbiamo dormito talvolta anche ben coperti. L’unico grande problema, già rilevato anche nei precedenti viaggi in Spagna, è la confusione di notte, fino alle prime ore del mattino. Per questo motivo abbiamo limitato il campeggio libero optando per i camping.

 

Sabato 25: Siamo partiti da Mirandola alle 17:15 e, senza particolari intoppi abbiamo raggiunto Ventimiglia (307 Km), parcheggiando per la notte proprio accanto all’ingresso del Campeggio Roma (N 43°47’37” – E 07°36’08”). L’area si reperisce procedendo per un paio di Km dal casello in direzione “centro”. Dopo un ponte sulla destra.

 

Domenica 26: L’intera giornata è stata dedicata allo spostamento autostradale (990 Km da Ventimiglia) fino a FIGUERES, città di Salvator Dalì, la nostra prima tappa. Siamo arrivati alle 17:15. Usciti a Figueres Nord, poco prima della cittadina, sulla sinistra, si trova il Campeggio Pous, segnalato anche dalla guida. Ci è apparso abbastanza miserello e privo di qualsiasi comunicazione con la città che da qui è raggiungibile solo a piedi: poco più di un Km nell’occhio del sole. Abbiamo preferito ispezionare il centro in camper  e, con un po’ di fortuna, abbiamo trovato un parcheggio gratuito su di una strada secondaria, di fronte ad un bar. Un dettaglio importante perchè, stando a numerose relazioni di viaggio, risulta che Figueres è a rischio di furto per i camperisti. Alla domenica il Teatro-Museo Salvator Dalì** chiude alle 19:45 (nei giorni feriali l’orario è diverso). L’ingresso costa 11 € (8 € studenti) e un paio d’ore sono sufficienti per questo fantastico percorso nel mondo surreale di un grande genio.

Verso le 20:30 ci siamo mossi verso CADAQUES*, a 35 Km (circa 1 ora) per accamparci proprio nel Campeggio Cadaques, l’unica sistemazione possibile, visto che l’ingresso alla cittadina in camper è punito con una multa di 150 €. Il campeggio è ben indicato e si trova su una collina in una posizione estremamente strategica: da un lato, in cinque minuti a piedi, si raggiunge il centro della località balneare e, dall’altro, in due minuti si raggiunge la casa estiva di Dalì, situata a PORT LLIGAT**. E’ dotato di piscina, Internet point, scarichi e brutti bagni. Abbiamo speso 36 € per notte.

 

Lunedì 27: Scesi a piedi alla casa di Dalì, ora trasformata in museo, abbiamo prenotato la visita per il mattino successivo. Il resto della giornata lo abbiamo trascorso tra passeggiate, lettura e piscina. Abbiamo cenato a Cadaques, al ristorante Casa Pilar, con una paella cara (16 €) e non speciale.

 

Martedì 28: La visita alla Casa estiva di Dalì** (Adulti 10 €; Studenti 8 €) è un’altra esperienza assolutamente da non perdere. Richiede circa 1 ora. Siamo ripartiti dal campeggio verso le 11:45 e abbiamo sostato a Estartit (a 60 Km – 1 ora e ½), località balneare di fronte alle Isole MEDAS**, note per un Parco Naturale Acquatico tra i più ricchi del Mediterraneo. Purtroppo lo scenario è alquanto cambiato rispetto alla mia prima visita di 15 anni fa: la cittadina è cresciuta fuori misura e con lei sono cresciuti i prezzi. La visita al Parco in barca costa 25 € a persona e dura solo un’ora. Oltre a questo, nessuna disponibilità di posti fino al pomeriggio del giorno dopo.

Avendo già nuotato anni fa intorno alle Medas, ho preferito rinunciare e, dopo pranzo, abbiamo raggiunto LLORET DE MAR, tra le più note località balneari della costa (80 km – 1 ora e 20’ di ottima strada a 4 corsie).

Abbiamo scelto il Camping Lloret perchè più vicino al centro e al mare, raggiungibile a piedi in 10 minuti. E’ dotato di una piccola piscina ma i bagni sono sporchi e gli scarichi scomodi (35 € per due notti). Abbiamo approfittato della piscina e, dopo cena, abbiamo passeggiato sul lungomare.

 

Mercoledì 29: Lloret de Mar è una vasta insenatura sabbiosa situata tra due promontori rocciosi. La spiaggia é superaffollata di giovani, a gruppi numerosi, in molti casi provenienti dai paesi dell’Est europeo. L’acqua è molto bella ma non si può dire lo stesso del lungomare, sul quale si affacciano brutti palazzoni in stile anni ’60. Tantissimi negozi dozzinali, molti Burger e molte discoteche proprio in centro. E’ un luogo di relax rivolto prevalentemente a giovani che si vogliono divertire e magari visitare la vicina Barcellona ma non rispecchia certamente la bellezza estrema della Costa Brava, fatta di baie, scogliere, calette che avevamo avuto modo di visitare nel precedente viaggio. Sul lungomare numerosi chioschi propongono favolose escursioni in motonave sulla costa. Ci siamo limitati ad un bagno, una passeggiata non male lungo la scogliera e, nel pomeriggio, una inevitabile visita ai negozi. Cena in camper, cocktail sul lungomare.

 

Giovedì 30: Partiti al mattino, seguendo le indicazioni del navigatore, abbiamo percorso 93 km attraversando velocemente Barcellona sulla superstrada del lungomare, fino al campeggio 3 Estrellas (N 41°16’22”- E 02°02’37”). Si trova dopo l’aeroporto, sulla superstrada C31, in direzione Castelldefels, e l’ingresso, un po’ cervellotico, è proprio sulla superstrada, ma dal lato nord. Per fortuna viene in soccorso uno svincolo che permette l’inversione a U con passaggio sull’altra corsia per chi proviene da Barcellona. E’ un buon campeggio, sul mare, con piscina, decisamente caro (47 € per notte). Scarichi anche a caduta. Un po’ fastidioso il rumore degli aerei alla sera e di prima mattina. NB: il campeggio La Balena Alegre, segnalato in altre relazioni, è chiuso. Per forza con questi prezzi. A 300 mt. dall’ingresso una fermata dell’autobus (L94 e L95): passa ogni 20’ e con 1,35 € porta a Plaça de Catalunya in 40-50’. Un sistema più economico per spostarsi è acquistare un blocchetto di 10 corse nei distributori della metropolitana spendendo 7,70 €. Vale anche per il bus e ogni corsa verrà a costare 0,77 € invece di 1,35.

La nostra visita di BARCELLONA** è cominciata proprio dalla vasta Plaça de Catalunya, per proseguire nella Rambla* superaffollata. Una deviazione a sinistra porta al Barrio Gotico, la città vecchia, fino alla Cattedrale** (visita solo dalle 13 alle 17 – 5 € l’ingresso). La facciata è in restauro. Bello l’interno e di rilievo il chiostro** con la visita al famoso ostensorio. Ci siamo persi nei vicoli limitrofi fino alla Plaça del Rei*, sulla quale si affaccia il Palau Reial Major che ospita un museo. Poco distante la chiesa di Santa Maria del Pi. Abbiamo pranzato al ristorante Taverna del Bisbe (Av. Del la Catedral, 6). Il menù del giorno, a 12 €, è decisamente abbondante. Servizio lento.

Ritornati alla Rambla, ci siamo ritrovati sul mare, ai piedi della statua di Cristoforo Colombo. Un pedonale conduce al vasto centro culturale e commerciale costruito da pochi anni sulla darsena, denominato Port Vell*. Abbiamo visitato l’Acquario, presentato come il più grande d’Europa, senza esserlo (17 € a persona). L’area presenta una architettura moderna e interessante. Proprio qui mi hanno rubato la macchina fotografica ma in tutta la Spagna occorre prestare molta attenzione ai borseggi e agli scippi. Siamo rientrati in campeggio con l’autobus L95 per la cena e la notte.

 

Venerdì 31: L’ufficio del turismo si trova nella parte centrale di Plaça de Catalunya, underground, vicino alla fontana, ma c’è una lunga fila. A piedi, scendendo lungo la Rambla, abbiamo raggiunto il Palau Güell** che si trova sulla Carrer Nou de la Rambla, una traversa a destra. E’ uno dei principali edifici del celebre architetto Gaudì, dichiarato patrimonio UNESCO. Il palazzo ospita il Museo dell’Arte e dello Spettacolo. Purtroppo abbiamo visitato solo il piano terra e il sotterraneo, per motivi di restauro.

Proseguendo sulla stessa Carrer Nou de la Rambla, abbiamo raggiunto la stazione della funicolare, sulla Paral-lel (ingresso poco evidente situato nella metropolitana) e siamo saliti sulla collina di Montjuïc*. La visita alla Fondazione Joan Miro’** (ingresso 10 €) richiede poco più di un’ora. Molto utile l’audioguida che permette di approfondire la figura dell’artista e di comprendere la sua opera. Alcune cose rimangono incomprensibili nonostante l’audioguida. Di sicuro interesse una passeggiata per il parco della collina, fino allo Stadio Olimpico. Un altro tratto di funicolare porta al Castello di Montjuïc da cui si gode un bel panorama.

Un panino al bar della fondazione Mirò e poi, in metropolitana, alla Sagrada Familia**, il capolavoro di Gaudì, in eterna costruzione. Rispetto alla visita di qualche anno fa, ora la chiesa è dotata di tetto e l’interno è in massima parte occupato dal cantiere edile con voluminosi ponteggi che impediscono la visuale. Per questo motivo l’area visitabile è notevolmente ridotta. Di un certo interesse il museo della cattedrale, situato nei sotterranei, con i plastici originali di Gaudì e i laboratori dei modellisti. La lunga fila all’ascensore ci ha impedito di salire sulla torre (biglietto supplementare).

Ancora una volta ci siamo serviti della metropolitana per avvicinarci al Parc Güell**. Si scende alla fermata Vallcarca ma poi il percorso fino all’ingresso del parco, pur facilitato da numerose scale mobile, è abbastanza faticoso se effettuato nelle ore calde. Molto meglio servirsi dell’autobus che si prende a Plaça de Catalunya e porta all’ingresso est, situato sulla Carretera del Carmel.

All’ingresso del parco (gratuito) siamo stati forniti di una piccola mappa che ci ha consentito di raggiungere i punti più significativi: il Viadotto superiore, il Viadotto medio, il Ponte degli innamorati, la Casa-Museo Gaudì (visita a pagamento). Poi l’area centrale, costituita dalla Plaza de la Naturaleza, la Sala Ipostila, la Salamandra, i Padiglioni di Storia nei pressi dell’ingresso principale. Peccato la grande massa di turisti che in certi momenti impedisce il passaggio. La visita richiede circa 2 ore. Questa volta siamo ritornati a Catalunya con il bus e poi in campeggio.

 

Sabato 1: Mattina di riposo nella bella piscina del campeggio e, dopo pranzo, di nuovo a Barcellona per proseguire la visita. Da Plaça de Catalunya, a piedi abbiamo raggiunto la vicina Casa Batllò**, situata sulla Passeig de Gràcia, al n° 13. L’ingresso di 16,50 € comprende anche l’audioguida, indispensabile per capire il significato dell’opera di Gaudì. E’ stupenda, assolutamente da non perdere. La visita richiede circa 1 ora.

A poche centinaia di metri, al n° 92, Casa Milà, denominata La Pedrera**. Una breve fila alla biglietteria (10 €), poi la visita ad alcuni ambienti arredati, ma il pezzo forte è rappresentato dal tetto, con i famosi camini di Gaudì. Non abbiamo raggiunto le altre case realizzate dall’architetto (Vicens e Bellsguard) perchè distanti e non visitabili all’interno. Immancabile la sosta negli eleganti negozi di Passeig de Gràcia.

Abbiamo cenato al Ristorante La Vaca Paca (Passeig de Gràcia, 21). E’ un indirizzo da tener presente perchè si tratta di un buffet molto vario e abbondante a 10,50 €, compreso il bere (vino, birra o bibita) e il dessert. La metropolitana ci ha portato a Plaça de Espanya*, decisamente scenografica. La Font Magica il sabato e la domenica, dopo le 22, è illuminata e vengono creati giochi di luce e di acqua al ritmo di musica. Abbiamo avuto la fortuna di assistere a questo spettacolo prima di rientrare al campeggio.

 

Domenica 2: Giornata dedicata ad un lungo spostamento da Barcellona ad Altea (Km. 489), sulla COSTA BLANCA. Usciti dall’autostrada, abbiamo cercato un campeggio sul mare, cosa alquanto difficoltosa perchè non esistono indicazioni, le strade sono strette e intasate di auto parcheggiate. Finalmente ci siamo rifugiati nel Camping Cap-Blanch (Playa Cap-Blanch, 25 – N 38°34’42” W 00°03’54”), modesto ma sul mare (27 €). La spiaggia è di ciottoli tondi e ovviamente molto bianchi. La Costa Blanca è una gran delusione. Gli insediamenti sono una striscia costiera continua di palazzoni stile formicaio o vere e proprie colate di cemento che rivestono le colline. Le cittadine più importanti, tipo Benidorm, si vedono anche da molto lontano per la selva di grattacieli. Pomeriggio in spiaggia per riposo e bagno.

 

Lunedì 3: Altro spostamento di 410 Km verso Granada. Lungo la strada una breve deviazione ci ha portato a GUADIX* (345 Km da Altea), cittadina nota per le case rupestri. Abbiamo parcheggiato poco distante dalla cattedrale (in restauro) per il pranzo. Raggiungere l’area storica non è semplice, proprio per la mancanza di indicazioni. Dalla rotonda, con il camper, salire alla cattedrale e tenere la strada principale di destra. Rimanere sulla strada più grande e sperare di intravedere qualche indicazione verso Barrio de la Cueva oppure verso Museo de la Cueva. Il punto strategico è in Plaza de Padre Poveda, dove si trova un grande parcheggio. La chiesa è chiusa. Il museo ad orari. Una donna invita i turisti a visitare la sua casa rupestre accontentandosi di una mancia. Forse le si potrebbe dare solo la mancia. A piedi si raggiunge il Mirador che estende la visuale su altre abitazioni scavate nel tufo. Anni luce di distanza da Matera.

Altri 65 Km ci hanno portati a Granada. Sulla tangenziale della città sono ben evidenti le indicazioni per raggiungere l’Alhambra ed è meglio seguire queste piuttosto che ascoltare il navigatore che a me proponeva di attraversare il centro, cosa decisamente demenziale, visto che le vie sono strettissime.

Al parcheggio della Alhambra, segnalato da tutti gli equipaggi come area sosta per la notte, grande delusione perchè le tariffe sono decisamente aumentate. Per i camper è stata riservato il parcheggio P5, con il prezzo dei pullman, cioè 0,075 cent al minuto fino ad un massimo di 46,60 € per 24 ore. Un prezzo superiore a quello di un campeggio con piscina! Il parcheggio per le auto invece costa 16,25 € al giorno. Il talloncino si ritira all’ingresso e serve per il pagamento all’uscita, mediante cassa automatica. Per questo motivo non va esposto per cui non è ben chiaro se è possibile un controllo nel caso si tenti di utilizzare la tariffa delle auto.

Considerata la totale e peraltro ovvia assenza di camper nel parcheggio, vista il costo spietato, per non correre rischi sono ritornato in città e ho trovato una sistemazione poco distante dal centro, in Paseo de los Basilios, parcheggio a pagamento (1,40 € x 2 ore, poi gratuito dopo le 20).

GRANADA** è divisa in 4 parti: l’Alhambra a est, sulla collina, raggiungibile con gli autobus n° 13 e n° 34, la Cattedrale al centro, circondata da piccole vie tortuose, la zona elegante e moderna a sud della cattedrale, e la zona araba, denominata Albaicin* a nord-est della cattedrale. Questo quartiere è decisamente caratteristico, un dedalo di minuscole viuzze, piazzette, scalinate, fiancheggiate da basse case in stile moresco, fino alla Plaza de San Nicolàs che offre la più bella e celebre veduta dell’Alhambra.

La Cattedrale è grandiosa per i volumi e gli spazi, ma non meravigliosa. L’adiacente Capilla Real* accoglie le tombe di Ferdinando e Isabella e, sull’altare, un Retablo di legno dorato. Abbiamo cenato nei pressi della cattedrale, sulla Plaza Bibarrambla. Ritornati al camper, abbiamo cercato più a sud, nei pressi dello stadio, un posto poco rumoroso per trascorrere la notte, impresa questa molto difficile in Spagna. Il vicolo trovato, apparentemente tranquillo, è stato prescelto dal camion dei netturbini per vuotare i cassonetti delle immondizie naturalmente dalle 3 alle 4 del mattino. Notte infame! In Spagna si riesce a riposare solo nei campeggi. Il campeggio libero è sempre a rischio di rumori o schiamazzi. Segnalo che molti camperisti si sono trovati benissimo nel Camping Sierra Nevada, dotato di piscina e situato in prossimità di una fermata autobus che porta in centro. Forse è la soluzione migliore.

 

Martedì 4: Verso le 6:30 sono salito all’ALHAMBRA** e, per evitare il pagamento del parcheggio, mi sono sistemato circa 300 mt. prima, a destra, nella sterrata adiacente al Ristorante Mis-Gemelos. C’è spazio per pochi camper. Alle 7:15, seguendo le indicazioni trovate nelle altre relazioni di viaggio, ho fatto la fila alla biglietteria che apre alle 8:00. In effetti su ogni biglietto viene indicato l’orario di visita di una particolare area dell’Alhambra, Los Palacios Nazaries (Palazzi Nasridi ovvero la Casa Reale Vecchia) la parte più bella ma a numero chiuso. Normalmente verso le 10 del mattino i posti riservati a questo padiglione sono esauriti.

Col senno di poi si può evitare la levataccia andando alla biglietteria alle 8 e facendo il biglietto alle casse automatiche mediante carta di credito. Lì non c’è fila e un’impiegata dà una mano. Occorre avere però il PIN della carta di credito. In mancanza di questo, una delle casse automatiche accetta il bancomat. In ogni caso è inutile arrivare molto prima delle 8 perchè la fila alle casse è modesta.

Abbiamo visitato il Palacio de Carlos V*, con annesso museo, interessante, e alle 9 abbiamo avuto l’accesso ai Palazzi Nasridi**. Ogni sala, ogni angolo riescono a stupire e incantare. Poi l’Alcazaba*, la cittadella fortificata che ospitava la guarnigione e infine il Generalife**, area composta da padiglioni e grande parco, utilizzato dai sultani come residenza estiva. Meraviglioso e indimenticabile.

Siamo ritornati al camper verso le 12:30 e ci siamo diretti verso Ronda, distante 190 km, sostando lungo la strada per il pranzo e per un momento di relax. All’ingresso della città dal lato nord-est, ci siamo fermati in un supermercato con ampio parcheggio e abbiamo avuto indicazioni precise per rintracciare il campeggio El Sur indicato nelle relazioni (www.elsur.com - tel.952875939). Occorre seguire la A 397, in pratica la tangenziale Est di Ronda, in direzione sud verso Algeciras. Alla rotonda tirare dritto sulla A 369: ci si ritrova il campeggio sulla destra (N 36°43’16”- W 05°10’18”).

E’ un campeggio ove l’ordine, il silenzio e la disciplina imperano, come recitano i numerosi cartelli disposti qua e là (34 € a notte + 5 € se si vuole partire dopo le ore 12, lasciando il mezzo ricreazionale nel parcheggio). C’è una piccola e comoda piscina che abbiamo subito sfruttato fino a sera. Per cena i meritati spaghetti allo scoglio.

 

Mercoledì 5: Il campeggio dista un paio di km dal centro storico che è raggiungibile in tre modi: in camper, ma i parcheggi sono pochi e piccoli, in taxi, al prezzo di 8,5 € e infine a piedi, camminando per 1 km e mezzo. Abbiamo naturalmente optato per quest’ultima soluzione e in 20 minuti ci siamo ritrovati alla Porta di Almocabar. Superata la porta, sulla destra, si trova un piccolo ufficio del turismo ove ci siamo riforniti di cartine e informazioni.

RONDA** è un dedalo di piccole vie e piazzette fiancheggiate da splendidi palazzi medioevali. E’ divisa in due parti da un canyon superabile mediante il Puente Nuevo. A sud-est il piccolo borgo medioevale, con i principali luoghi di interesse, e, superato il ponte, la parte moderna con bei negozi e un unico punto di interesse rappresentato dalla Arena de Toros.

Ronda va goduta principalmente camminando qua e là, senza meta. Consiglio di evitare alcuni musei proposti, veramente penosi. I luoghi più interessanti sono: la Piazza della Duchessa di Parcent, sulla quale si affacciano il Municipio e la Chiesa di St. Maria Major (4 €), il Palazzo Mondragon, con annesso piccolo museo storico (3 €), la Casa Don Bosco (1,50 €), dal cui giardinetto si gode di una magnifica veduta sul Puente Nuevo e sul Canyon, l’Arena des Toros (6 €), molto bella, con annesso interessante museo. I Bagni Arabi (3 €) sono nei pressi della Fontana degli 8 Zampilli, dopo il Ponte Vecchio. La Casa del Re Moro consta di un piccolo giardinetto (Giardini di Forestier) e di un accesso alla antica scala che porta in fondo al Canyon (Scala della Miniera). Evitare accuratamente questa visita inutile e faticosa. Esiste anche un biglietto cumulativo da 8 € che abbiamo fatto, ma in realtà non conviene perché si riferisce a poche visite secondarie.

Tornato al campeggio verso le 15:00 e recuperato il camper, ci siamo incamminati verso Siviglia (130 km di autovia) e, seguendo le relazioni di altri camperisti, ci siamo messi alla caccia di un campeggio. Abbiamo scoperto che il Campeggio Sevilla è chiuso, per cui abbiamo cercato gli altri campeggi indicati mediante il navigatore, ritrovandoci malauguratamente nella selva dei condomini della città. Solo con l’aiuto di un poliziotto più sveglio di noi abbiamo capito che gli indirizzi in nostro possesso non vanno riferiti a Siviglia ma a DOS HERMANAS, una cittadina situata 15 km a sud-est di Siviglia, sulla N-IV, in direzione Cadiz (maledette relazioni approssimative). In alternativa si può seguire la E5-A4 in direzione Cadiz e uscire a Dos Hermanas. Questa seconda soluzione permette di trovare più facilmente l’accesso al Campeggio Willsom (N 37°16’39” W 05°56’10”). In centro a Dos Hermanas esiste un altro campeggio annesso ad un Motel, di aspetto modesto. Finalmente siamo approdati, verso le 19:30, al benedetto camping (24 € per notte) e ci siamo sistemati. E’ fornito di piscina, naturalmente chiusa, visto l’orario. Cena e notte tranquilla.

 

Giovedì 6: Grazie al navigatore abbiamo potuto avvicinarci al centro di SIVIGLIA** in circa 30 minuti e trovare una sistemazione abbastanza comoda e gratuita. Avevamo tentato in due parcheggi a pagamento segnalati dal navigatore ma uno di questi era sotterraneo (Park Arjona) e l’altro munito di sbarra anti camper. Un lungo viale, Calle Inca Garcilaso, permette una comoda sistemazione per l’intera giornata (N 37°23’37” W 06°00’36”). Il posto ha l’aria di essere tranquillo anche durante la notte, visto che l’area è poco trafficata. Si attraversa a piedi il ponte sul fiume Guadalquivir e in circa 10 minuti si raggiunge la Plaza de Toros, che non abbiamo visitato per non fare il doppione con Ronda e, più avanti, la Torre dell’Oro, una antica torre sulla sponda del fiume.

La Cattedrale** è un vero capolavoro (visita a pagamento). Edificata su una antica moschea, colpisce per le dimensioni (la terza al mondo) e gli arredi ricchissimi. Notevole l’altare, il coro e il tesoro. Ospita il mausoleo di Cristoforo Colombo, con quattro personaggi che sorreggono la bara. Il campanile, soprannominato Giralda, è il simbolo della città ed era un antico minareto, ora sormontato da una statua della Madonna che ruota col vento a mo’ di banderuola, da cui il nome Giralda. Dall’alto si gode uno splendido panorama.

Poco distante è Plaza San Francisco, con il bel Municipio*. Ci siamo persi poi nel quartiere limitrofo, denominato Barrio de Sta Cruz*, un dedalo di viuzze che segue la struttura della vecchia medina araba. Abbiamo prenotato lo spettacolo di flamenco per la sera presso l’Auditorio Alvarez Quintero (Calle Alvarez Quintero, 48) al prezzo di 16 €. Esistono altre possibilità per spettacoli di Flamenco con annessa cena, ma i costi sono molto più elevati (70 €). Depliant pubblicitari per il flamenco sono comunque reperibili in molti negozi di souvenir o all’ufficio del turismo.

Abbiamo visitato l’Alcazar** nel primo pomeriggio. L’ingresso è in Plaza del Triunfo, di fronte alla Cattedrale. Le sale, i chiostri, i corridoi sono stupendi, come pure i vasti giardini** che abbiamo esplorato con una certa difficoltà per il caldo notevole. Abbiamo evitato il Labirinto nel timore di perderci, con chiaro rischio di morire di sete.

Abbiamo rischiato comunque di soccombere per il caldo cercando la Casa de Pilatos* nelle viuzze del Barrio de Sta Cruz. E’ un’antica casa nobiliare del 1500 con belle sale, chiostro e giardino. L’intento del proprietario, di ritorno dalla Terra Santa, era di costruire una casa simile al Pretorio di Ponzio Pilato. Non mi è sembrato che ci sia riuscito.

Abbiamo trascorso le ultime ore del pomeriggio tra le eleganti vie del centro per poi cenare poco distante dalla Cattedrale a base di coda di toro, una specialità andalusa, bagnata da sangria. Alle 20:30 ci attendeva lo spettacolo di flamenco. In un teatrino senza tanti fronzoli si sono esibiti due ballerini, una cantante e un chitarrista che ci hanno letteralmente coinvolto e trascinato per 1 ora e ½. Ottimo. Col taxi abbiamo recuperato il camper e siamo ritornati al campeggio prima della mezzanotte.

 

Venerdì 7: Ancora una volta con l’aiuto del navigatore siamo ritornati in centro, intenzionati a visitare Piazza di Spagna. Questa volta abbiamo trovato una sistemazione gratuita (1 € al parcheggiatore abusivo) in Calle Tarifa, su una sterrata che potrebbe essere sfruttata anche per la notte (N 37°18’35” W 05°58’58”).

Piazza di Spagna* ha una forma semicircolare e risale alla Esposizione iberico-americana di Siviglia del 1929. Gli edifici sono decorati con marmo e ceramica e quarantotto azulejos rappresentano le regioni della penisola iberica. La piazza è attraversata da un canale con quattro ponti in stile veneziano. Intorno alla piazza un vasto parco con laghetti e fontane. Tornati al camper, abbiamo raggiunto l’isola dell’expo di Siviglia del 1992 (Isla Magica) per una sommaria “occhiata” agli edifici.

Tramite 140 km di autovia siamo arrivati a CORDOVA**, segnalando al navigatore un vasto parcheggio nei pressi dello stadio, come indicato in altre relazioni. Il parcheggio esiste ed è sfruttabile ma, cercando qualcosa di più vicino al centro, sono riuscito a localizzare una posizione molto più strategica in Avenida de Cadiz (N 37°52’28” W 04°46’34”). Pochi posti ma ad un centinaio di metri dal Ponte Romano, attraverso il quale si arriva alla Cattedrale - Moschea, il monumento più significativo della città.

Il Ponte Romano è stato restaurato di recente ed è veramente poco appariscente. La Cattedrale, Mezquita Catedral** è bellissima. Si visita dalla 10 alle 19 e l’ingresso costa 8 €. L’edifico ha conservato pressoché intatta la struttura originale della moschea, con un interno ad archi arabi e colonne bicolori. Gli altari hanno mantenuto le iscrizioni arabe mescolate alle immagini del culto cristiano. Molto bello anche il tesoro. Purtroppo non è stato possibile visitare l’Alcazar de Los Reyes che chiude alle 14:30. Da segnalare che molti edifici storci di Cordova sono inspiegabilmente aperti solo al mattino.

A pochi km a ovest di Cordova una deviazione dalla autovia conduce al sito archeologico di Medina Azahara (la Città dell’Amore). Si tratta di rovine, in parte in restauro, di relativo interesse.

Siamo ripartiti in direzione est, verso la regione della MANCIA**, intenzionati ad esplorare il mondo di Don Chisciotte. Siamo arrivati verso sera a CONSUEGRA*, la prima tappa del percorso, a 280 Km da Cordova. Il paese, insignificante, è dominato da una collina sulla quale troneggiano un castello (in restauro) e ben sette mulini. Le chiare indicazioni conducono ad un piazzale in cima alla collina, proprio accanto ai mulini (N 39°26’56” W 03°36’25”). Complice uno splendido tramonto, ci siamo concessi una romantica cena in camper, dopo aver riempito di foto la scheda SD.

Siamo poi ritornati al paese per la sistemazione notturna. La piazzetta da noi scelta per la notte, inizialmente tranquilla, si è progressivamente animata e verso l’una la musica è diventata assordante. Pensavamo ad una discoteca ma, molto più semplicemente, si trattava di qualche centinaio di giovani con le loro bottiglie di birra e con le loro maledette automobili munite di impianti stereo sovradimensionati e tirati a tutto volume. Dopo un sopraluogo camperistico, abbiamo avuto la netta impressione che la festa fosse solo alle prime battute per cui abbiamo vagato per le vie alla ricerca di una diversa sistemazione. La cosa si è dimostrata abbastanza complessa perché la musica ad alto volume imperversava un po’ in tutti i quartieri. Solo verso le 2:30 abbiamo trovato un po’ di pace.

 

Sabato 8: Varie mappe descrivono il percorso di Don Chisciotte da Puerto Lapice, il suo paese natale, lungo la “Ruta de los Molinos Biancos”. Le cittadine dell’itinerario non sono sempre interessanti. Il paesaggio collinare è affascinante. Herencia, famoso per i nidi di cicogne sul campanile e su altri edifici, si può tranquillamente evitare. Tappa obbligatoria è CAMPO DE CRIPTANA*, dominato da 10 mulini, raggiungibili mediante una stradina ben indicata. Uno di questi è visitabile al modico prezzo di 0,60 €.

El Toboso è il paese di Dulcinea, la dama di cui Don Chisciotte era innamorato. Nella presunta casa di Dulcinea è stato allestito un piccolo museo che abbiamo accuratamente evitato. Pedro de Munoz viene citato per la presenza di murales che non abbiamo trovato. Si può evitare. A Mota del Cuervo si trovano altri 7 mulini, simili ai precedenti ma non ancora restaurati. Non ci siamo fermati.

BELMONTE* è invece una tappa interessante. La città vecchia è fortificata e sulla collina troneggia un castello (l’interno non è visitabile per restauro). Abbiamo pranzato sul piazzale, dal quale si gode un bel panorama.

Da Belmonte a Cuenca sono 94 Km ma, giunti in prossimità della città, abbiamo deviato verso nord per raggiungere la Ciudad Encantada che si trova dopo altri 24 Km. La CM 2105 si inerpica tra le montagne e, lungo il percorso, è reperibile un campeggio (Camping Caravaning Cuenca). Dopo pochi km è inevitabile la sosta al belvedere sul Canyon Ventano del Diabro. Proseguendo tra le montagne finalmente siamo arrivati nel vasto parcheggio, utile anche per una eventuale sosta notturna.

La CIUDAD ENCANTADA** (3 €) è uno splendido parco percorribile a piedi in poco più di un’ora. L’acqua e il vento hanno modellato le rocce creando forme straordinarie che talvolta ricordano gli animali. E’ una sosta decisamente piacevole, da non perdere.

Verso le 18:30 siamo ritornati a Cuenca, percorrendo questa volta la CM 2104 e, dopo una sosta al supermercato, abbiamo iniziato la ricerca di un campeggio per la notte. Dalle informazioni che abbiamo raccolto all’ufficio del Turismo, l’unico campeggio disponibile è quello già citato poco sopra, distante otto Km da Cuenca (Ctra Ciudad Encantada km.8), per cui siamo ritornati lì e ci siamo sistemati (28 € la notte). Il camping è dotato di piscina e discretamente comodo. Un punto di forza è costituito dal carico e dallo scarico perché nel piazzale prospiciente al campeggio (sulla destra) è situato un camper service molto furbo, disponibile anche per chi è di passaggio.

 

Domenica 9: Dal campeggio non sono disponibili autobus per il centro per cui la visita di CUENCA** (Patrimonio UNESCO) richiede la sistemazione del camper in una posizione strategica. Cuenca è divisa in due parti: la nuova, poco interessante, e la Ciudad Alta, situata tra il Rio Jùcar e il Rio Huècar. I monumenti sono in questa seconda parte che, come dice il nome, è situata su un alto dirupo. Per non fare troppa fatica, il parcheggio migliore, denominato Park Barrio del Castillo, si trova a nord della parte vecchia (N 40°04’56” - W 02°07’24”).

Si può raggiungere in due modi. C’è la possibilità di salire seguendo le indicazioni “Catedral” e “Plaza Mayor”. Non ci sono divieti per camper. La strada è stretta tra le case e un semaforo regolamenta il punto a senso unico ma si passa bene (passano anche i pullman). Si arriva alla piazza della Cattedrale e poi si sale ancora fino ad un arco che è la porta nord della città. Dopo 300 mt si trova il parcheggio nel quale si potrebbe anche dormire. Da qui è molto bella la veduta della città. Il parcheggio è altrimenti raggiungibile mediante una strada di circa 9 Km che gira attorno alla Città Alta. Se si sceglie questa soluzione si dovrà cercare l’indicazione Parcheggio Auditorium, da qui prendere la strada per Palomera, seguendo sempre la freccia Hotel Cueva Fraile. Senza scoraggiarsi, arrivati all’Hotel, girare a sinistra seguendo Camino di San Geronimo. Si arriva al parcheggio da nord, evitando il centro storico. La rottura dei 9 Km è compensata dai bei panorami. Ho fatto questo itinerario nell’andata e l’altro nel ritorno.

Il parcheggio è a poche centinaia di metri dal centro che è raggiungibile a piedi. In alternativa ci si può servire dell’autobus che in pochi minuti conduce a Plaza Mayor* al straordinario prezzo di 0,20 €. La struttura del borgo è medioevale, con strette vie fiancheggiate da antichi edifici. La Cattedrale**  (2,80 €) è molto interessante e una audioguida in italiano illustra in modo molto dettagliato altari, dipinti e tesori. Molto belle le vie intorno. A piedi abbiamo raggiunto il Puente de San Pablo, proprio dietro alla Cattedrale e da qui abbiamo osservato le famose Casas Colgadas, edifici in legno sporgenti dalla roccia e apparentemente sospesi.

Siamo ripartiti in tarda mattinata diretti a MADRID**, distante 166 Km di autovia ancora gratuita. Lungo il percorso una sosta per il pranzo. Ci ha accolto l’unico campeggio della capitale – Camping Osuna -, situato a nord est, nei pressi dell’aeroporto. L’indirizzo è Jardines de Aranjuez, S/N ma penso siano meglio le coordinate, perchè in quella zona vari lavori stradali sugli svincoli stanno cambiando la viabilità: N 40°27’01” – W 03°36’07”. Si trova nei pressi di Avenida de Logorño, in prossimità di un parcheggio libero nel quale si può sostare fino alle 21. Di notte è “zona rimozione” e, dopo aver visto la faccia truce della proprietaria del camping, mi sono convinto che l’attivazione della Guardia Municipal debba avvenire di frequente.

Il campeggio è brutto, tenuto male, rumoroso (traffico della tangenziale) e privo di piscina. Molte piazzole non hanno l’attacco per la luce elettrica. Del resto non ci sono alternative. Le fermate della metropolitana più vicine sono Canillejas (attraversare il ponte pedonale sulla tangenziale e poi seguire la pista ciclabile) oppure El Capricho, un po’ più complicato da raggiungere a piedi. Meglio con il camper, seguendo le coordinate N 40°27’07” – W 03°35’38”. Questa seconda soluzione può essere utile se, il giorno della partenza, si voglia proseguire la visita di Madrid senza pagare la notte supplementare al camping, richiesta per chi esce dopo le ore 12. Una corsa di metro costa 1€. Meglio un blocco da 10 corse al costo di 7,40 €. Abbiamo trascorso pomeriggio e sera in campeggio.

 

Lunedì 10: L’intera mattina è stata dedicata alla visita del Museo d’arte moderna Rehina Sophia** che oltre ad ospitare il famoso Guernica di Picasso, accoglie opere di molti altri autori e mostre estemporanee decisamente interessanti. Abbiamo pranzato nella vicina Stazione Atocha, con il suo splendido orto botanico.

Ci siamo spostati, nel pomeriggio, nei pressi della famosa Plaza Mayor*, girovagando nelle viuzze limitrofe per raggiungere poi l’Opera e il Palazzo Reale* (visita guidata ad orari fino alle ore 18). I negozi più sofisticati sono sulla animata Gran Via che ci è apparsa molto meno elegante rispetto alle strade di Siviglia o ai viali di Barcellona.

 

Martedì 11: Lasciato il campeggio, abbiamo parcheggiato il camper vicino alla stazione metro El Capricho. Ancora una volta un museo, il PRADO**, ha occupato l’intera mattinata. L’ingresso costa 8 € (gratuito sotto i 25 anni). Esistono distributori automatici di biglietti sul viale ma occorre la carta di credito con tanto di codice PIN, oppure il bancomat. Una mappa illustrata del museo, unitamente ad un piccolo manuale in italiano acquistato allo shop ci hanno permesso di pianificare la visita, scegliendo le opere veramente interessanti. Da non perdere El Greco, Goya, Tiziano, Beato Angelico, El Bosco.

La visita di Madrid potrebbe essere completata con l’escursione all’ESCORIAL, il famoso convento-fortezza che accoglie le spoglie dei grandi di Spagna, a poche decine di km dalla città. Abbiamo scelto di non ripetere questa visita, effettuata in un precedente viaggio, per cui ci siamo diretti a nord-est, superando Saragozza (307 da Madrid) e sostando a Bujaraloz, un paesino sulla Nazionale per la cena (Ristorante Mesòn Aragonès – 13 €, discreto ma non speciale) e per la notte.

 

Mercoledì 12: Da Saragozza a Lleida (o Lerida) sono 141 km. Si può tranquillamente evitare l’Autopista, a pagamento, e percorrere la Nazionale che è molto scorrevole e, per certi tratti, a 4 corsie. Da Lerida ad Andorra sono altri 164 Km di strada normale discretamente scorrevole.

Due soli motivi giustificano una visita ad ANDORRA: poter dire di esserci stati oppure voler effettuare acquisti di costosi oggetti fotografici o di elettronica. Per il resto la deviazione è puro masochismo. La VELLA (la capitale) è una cittadina bruttissima, senza alcuna attrazione, in uno scenario naturale di poco conto. E’ costituita da un paio di vie brulicanti di negozi di profumi, occhiali, macchine fotografiche, cellulari. Un specie di mega centro commerciale. Il gasolio costa 0,850 € al litro (rispetto a 1,150 italiano). Sugli acquisti si risparmia il 20% di IVA ma attenzione, vale la pena solo per grossi acquisti. Il risparmio per oggetti di costo medio-basso viene annullato dalla fatica per rientrare in Francia attraverso i Pirenei e dal pedaggio di ben due tunnel che, per una lunghezza totale di 4 km., richiedono ben 22,80 € (10,80 + 12 €).

Se comunque siete così ostinati da voler andare ad Andorra ecco alcuni suggerimenti utili. Cinque km prima della capitale, La Vella, adocchiate l’Ufficio Informazioni, in realtà un chiosco sulla destra con un piccolo parcheggio. Vi verrà consegnata la mappa della città e l’indicazione del parcheggio destinato ai Camper. Proseguire dal parcheggio dell’Ufficio seguendo la strada parallela alla nazionale situata sulla parte destra della vallata. Viene indicato il Parcheggio 2000 ma è sempre pieno e in realtà non accessibile ai camper (non sono riuscito a trovare un ingresso senza sbarra). Poche centinaia di metri prima si trova la rotonda di Pont de Tobira. Girare a destra passando davanti ad un piccolo ristorante con parcheggio. Di fianco a quest’ultimo la strada si biforca. Tenere la destra e salire ad un vasto parcheggio seminascosto, un po’ scosceso ma gratuito (N 42°30’06” E 01°31’08”).

Abbiamo pranzato lì e a piedi abbiamo raggiunto il vicinissimo centro storico con i negozi. Finalmente ho trovato la macchina fotografica che cercavo ad un buon prezzo, in sostituzione di quella - ahimè - rubata a Barcellona.

Verso sera abbiamo affrontato la “traversata” dei Pirenei. La prima bastonata sono le due gallerie nei pressi del confine tra Andorra e la Francia. Pochi km ad un prezzo inverosimile, quasi quanto il pedaggio autostradale annuale della Svizzera. Poi i tornanti, le strettoie, i paesini, i lavori in corso. Con tenacia abbiamo proseguito fino a Bézier, trovando una sistemazione per la notte nel parcheggio di un piccolo e tranquillo paese, Valrose. Fino a questa tappa abbiamo seguito la strada normale, cosa possibile perchè la Nazionale è a scorrimento veloce e il traffico è minimo. Da qui in poi siamo rientrati nella costosa autostrada francese.

 

Giovedì 13: La nostra meta era ANTIBES**, per motivi affettivi. Abbiamo alquanto faticato per trovare un campeggio. La maggior parte dei camping sono situati nel tratto di strada tra Antibes e Nizza. Abbiamo optato per il campeggio Antipolis (N 43°36’40” E 07°06’58”) che si trova in direzione Nizza, nei pressi di un grande parco acquatico. Dista circa 800 metri dal mare ed è collegato alla città con un autobus o con il treno. Le fermate sono sul lungomare, quindi non molto vicine al camping. E’ dotato di piscina ed è abbastanza confortevole (37 € per notte). Dopo pranzo, col treno, abbiamo raggiunto Antibes e visitato il centro storico, passeggiando fino a sera.

 

Venerdì 14: Trascorsa la mattina in tutto riposo, dopo pranzo, abbiamo visitato CANNES*, raggiunta con il veloce treno. Inevitabili la sosta al Palazzo del Festival, la passeggiata sul Boulevard de la Croisette e le soste nei numerosi negozi di lusso. Sempre in treno, siamo ritornati ad Antibes per un’ottima cena a base di pesce a conclusione della nostra vacanza (Rist. La Daurade – 44 Blv D’Aguillon).

 

Sabato 15: Regolare rientro a Mirandola, avendo percorso in totale 5212 km.

Tutte le foto del viaggio in Spagna si possono trovare nel sito dell'Autore Gianni Rossi:

www.giannirossi-fotoviaggi.com

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