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ISOLE COOK - (2011) di Lidia e Roberto

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Viaggio di Lidia e Roberto Buttura

COOK ISLAND

QUANDO UN SOGNO DIVENTA REALTA' – ISOLE COOK

18/09 - 14/10/2011

scritto da Lidia con la supervisione di Roberto

Cosa faccia scattare nei viaggiatori la scelta di un posto piuttosto che un altro fa parte di quelle cose imperscrutabili che costituiscono la personalità di ognuno , però vorrei tentare di spiegare brevemente perche' abbiamo scelto le Isole Cook , che non sono le più conosciute ,turisticamente parlando, delle isole dei mari del sud.

Questo è forse il motivo principale che ci ha spinti a desiderare di visitare Cook : luoghi abbastanza lontani dalla civiltà da restare ancora quasi incontaminati.

Quindici piccole isolette tropicali disseminate su due milioni di km quadrati nel mezzo dell'oceano Pacifico, adorne di palme , contornate da abbaglianti lagune e spiagge di fine sabbia bianca, gente socievole,accogliente pronta al riso, all'aiuto reciproco, alla musica e al ballo.

Prepariamo il viaggio con parecchi mesi di anticipo, acquisendo informazioni soprattutto attraverso internet e dopo aver vagliato alcune offerte abbiamo scelto un tour operator italiano specializzato visto che il nostro viaggio sarebbe poi proseguito in Polinesia Francese e incastrare prenotazioni aeree e alberghiere ci è sembrato fuori dalla nostra portata.

Si parte da Malpensa domenica 18 Settembre 2011 poi Londra-Los Angeles, ancora un balzo sul Pacifico per arrivare, dopo non so più quante ore, a Rarotonga ,capitale delle isole Cook.

19/09/2011- Rarotonga

E' un'isola rotondeggiante contornata dalla barriera corallina e da spiagge bianche con acqua color cobalto ( non so quante altre volte dovrò ripetere questi aggettivi nella descrizione delle Cook, me ne scuseranno i lettori). Andando verso l'interno ci sono abitazioni , campi coltivati e foreste lussureggianti ,nel cuore dell'isola si alzano montagne spesso ammantate di nuvole. La capitale Avarua è una cittadina molto vivace abbastanza moderna, bei negozi, ristoranti , bar , uffici ,gli abitanti,un misto di Maori e Polinesiani, sono estremamente cordiali, subito pronti ad aiutare , sorridenti, curiosi e con quella flemma tipica dei paesi tropicali che non ti fa rimpiangere le nostre città-alveare. Presa la patente negli appositi uffici noleggiamo una macchina,prima volta con la guida a destra e meno male che invece di spaventarci non abbiamo fatto altro che ridere specialmente quando ci imbattevamo nelle rotonde , la nostra tecnica consisteva nell'accostare ,aspettare quando non passava nessuno e improvvisare il superamento delle corsie. Per fortuna il traffico non è molto sulla strada litoranea principale di 32km che percorre il perimetro dell'isola e tutti vanno pianissimo (tipo al massimo 40 all'ora nei rettilinei). Trascorriamo cinque giorni tra spiaggia,visite all'interno su piste sconquassate, tra foreste quasi impenetrabili che a momenti si aprivano per lasciar scorgere dall'alto le spiagge turchese,uscite serali alla ricerca di buoni ristoranti e gironzolando alla ricerca di suggestioni. Passano davvero in fretta qui i giorni ma non è ancora finita!....si parte per Aitutaki.

24/09/2011 Aitutaki

Se Rarotonga è un'unica isola , Aitutaki è un mondo completamente diverso. Un'isola contornata da piccoli isolotti e barriera corallina che racchiudono una laguna spettacolare. Alloggiamo in un piccolo, romantico ed essenziale lodge,il Paradise Cove, fatto da capanne su palafitte in riva al mare. Noleggiamo un'auto e cominciamo ad esplorare.

Arutanga è l'unico, sonnacchioso centro abitato con un piccolo porto, pochi negozi ,qualche ufficio , la chiesa. Anche qui il giro completo dell'isola,che offre spiagge e panorami molto belli, si può fare in poche ore prendendosela comoda ma la cosa più spettacolare sono le escursioni nella laguna.

Prima crociera per due piccoli motu all'estremità sud-ovest della laguna, Maina Island e Honeymoon Island, chiamata così perchè ad ogni coppia in viaggio di nozze viene fatta piantare una noce di cocco sulla spiaggia (alcune sono fiorenti e verdi altre morte stecchite….chissà!!), il tempo non è dei migliori e qualche nuvolone nero lascia anche cadere pioggia, ma non ci scoraggiamo: il mare è caldo...... meglio fare il bagno! Pic-nic colorato e naif nella capanna e poi si riparte : visita ad altri motu, pesca nell'acqua, snorkeling....e viene l'ora di tornare. Imperdibile!!

Nei giorni seguenti si gira l'isola, si esplorano spiagge deserte , si fa snorkeling sulla barriera dove i pescatori locali prendono prede con la fiocina,si ammirano tramonti mozzafiato, una serata di danze tradizionali....e si vorrebbe che il tempo si fermasse.

Penultimo giorno. E' una bellissima giornata e c'è in programma l'escursione a One Foot Island . Partiamo, in una ventina di persone circa da Ootu Beach , su una grossa barca attrezzata con bar, cucina e musica live tradizionale, la navigazione lenta lascia tutto il tempo per ammirare il paesaggio. In un continuo cambiamento dei colori del mare in tutte le gradazioni di azzurro, isolotti lontani contornati di palme, banchi di sabbia bianchissima, arriviamo sull'atollo Akaiami, che ospita un piccolo lodge per chi ha voglia di isolarsi completamente dal mondo in una specie di paradiso per pochi.

Per poter godere di One Foot Island bisogna un po' guadagnarsela. Ci sbarcano nei pressi di un enorme banco di sabbia appena coperto da 10 cmm. d'acqua in un bianco-azzurro abbacinante percorriamo i 700-800 mm che ci separano dai motu dove intanto ,attraversando un canale , la barca ci aspetta. Ora davvero non mi rimangono più parole per descrivere questo incantevole posto, per me il migliore al mondo in assoluto. Ci siamo portati il passaporto perchè qui c'è un piccolo ufficio postale che con pochi soldi mettono un timbro-souvenir. Esplorazione della piccola isola, bagno con i pesci che ti gironzolano intorno e poi il tempo è passato così veloce che bisogna tornare. Indimenticabile!

L'ultima serata andiamo in auto alla ricerca di un ristorante segnalatoci come ottimo, il Cafè Tupuna, ci perdiamo in mezzo al dedalo di stradine buie, senza indicazioni, chiediamo ad una ragazza del posto che è saltata sul motorino e ci ha guidati fino all'entrata ,non per essere ricompensata, ma perchè qui la gente è così, generosa e ospitale.

Roberto si è mangiato il mud crab, un ottimo granchio gigante immerso in un lago di sugo, prima che fosse il granchio a saltare fuori dalla gigantesca bacinella e mangiare lui!

29/09/2011

Stamattina si riparte per Rarotonga, una limpida giornata ci permette di ammirare dall'alto le bellezze di Aitutaki e ci fa rimpiangere di non poter essere rimasti più a lungo. Dall'aeroporto di Rarotonga con l'autostop raggiungiamo Avarua per trascorrervi le 5-6 ore in attesa del volo per Tahiti, poi....

il viaggio continua.......... in POLINESIA FRANCESE

LIDIA & ROBERTO

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