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POLINESIA FRANCESE - (2011) di Lidia e Roberto

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Viaggio di Lidia e Roberto Buttura

POLINESIA FRANCESE

QUANDO UN SOGNO DIVENTA REALTA' 2 – POLINESIA FRANCESE

18/09 - 14/10/2011

scritto da Lidia con la supervisione di Roberto

Dalle ISOLE COOK…. il nostro viaggio continua...

30/09/2011 - Tahiti

Con gli occhi ancora pieni di meraviglia e un po' di rimpianto lasciamo le Isole Cook.

Atterriamo dopo circa 3 ore di volo a Tahiti: è già sera e per esplorare la città non ci resta che aspettare domani.

A Papeete abbiamo deciso di fermarci solo un giorno perchè le nostre preferenze vanno,se possibile, a posti appena sfiorati dal turismo.

 Tappa obbligata il coloratissimo mercato, il lungomare Blvd Pomare, la Cathèdrale de Notre Dame e parc Bougainville; pranzo nei caratteristici bar per turisti fronte mare e la giornata finisce alle roulottes di place Vaiete.

02/10/2011 - Tahaa

Partiamo per Raiatea, che non è la nostra meta finale perchè la nostra scelta è andata alla vicina isola di Tahaa, meno turistica luogo ideale per le escursioni, montuosa, verde, fiorita come un giardino, profumata di vaniglia e impreziosita di perle. Alloggiamo in una pensione famigliare, “Au Phil du Temps” due semplici “fare” nel giardino di casa; poco distanti dalla costa una striscia di motu e in lontananza il profilo montuoso di Bora Bora.

L'escursione sul motu Tau-Tau per fare snorkeling nell'acqua bassa della passe lasciandoci trasportare dalla corrente che rientra nella laguna in un giardino di coralli e pesci mai visti: un'esperienza indimenticabile! Purtroppo a rovinare il motu uno dei più lussuosi resort della Polinesia con le scontate case sull'acqua.

Pranzo da Norbert, proprietario di un piccolo appezzamento vicino alla passe che non ha ceduto alle lusinghe delle multinazionali e offre ospitalità e vero cibo polinesiano.

Su un tramonto rosso si staglia il profilo di Bora-Bora e tanto ci basta.

Renè, il nostro anfitrione, ci diceva che difficilmente in questa stagione piove ed invece Giove Pluvio l'ha immediatamente smentito! Due giorni di piogge torrenziali, strade allagate, impossibili le escursioni sulle montagne da dove si sarebbe potuto ammirare l'isola in tutta la sua bellezza, per non parlare dei bagni....per non lasciarci soli,abbandonati in camera ci porta in auto sotto la pioggia sulla strada costiera,visitiamo una vanillerie e i piccoli borghi sparsi lungo la costa. Il terzo giorno esce il sole ma noi dobbiamo partire, possiamo solo dare un'occhiata di sfuggita a questa verde natura rigogliosa, dai picchi più alti fino al mare con nuvole di vapore che si alzano sciogliendosi al sole,il verde splendente delle piante che si asciugano al primo calore; ci vuole poco a credere che così doveva essere la natura primigenia.

05/10/2011 - Rangiroa

Dall'aeroporto di Raiatea a Papeete , dopo una breve sosta si parte verso le Tuamotu, una sosta per raccogliere i passeggeri a Manihi e, dopo aver ammirato stupefatti dall'alto la nostra meta,atterriamo a Rangiroa.

Dalla verde e montuosa, umida Tahaa alla piatta sassosa, arida Rangiroa; ambienti opposti ma ugualmente spettacolari nella loro diversità.

Anche qui alloggiamo alla Pension Bounty, cinque stanze in un giardino, gestita da Rènee che la sera ci delizia con i suoi piatti franco-polinesiani e ci fa degustare un vino unico al mondo proveniente da un vigneto situato su un motu corallino a poca distanza da Avatoru.

Non facciamo certo fatica ad apprezzare maggiormente  Rangiroa, il cielo è di un'azzurro terso come la piatta laguna smeraldina e la costa verso l'oceano con una sua bellezza selvaggia e aspra. La Passe de Tiputa è come uno spettacolo all'aperto: potresti trascorrerci l'intera giornata senza annoiarti a guardare i delfini che saltano,l'acqua che cambia continuamente di colore,la gente i bambini...

Con un'antiquata bici a scatto fisso giriamo l' isola da Avatoru a Tiputa il modo migliore ,secondo noi, per apprezzare l'isola; la spiaggia almeno dove eravamo noi vicino al Kia Ora, non è molto fruibile e sembra che ultimamente a causa di eventi naturali molte spiagge si siano notevolmente ridotte. Ma poco importa perchè l'atollo di Rangiroa riserva ben altre meraviglie nei motu isolati dell'immensa laguna. Un'ora di barca ci porta a Laguna Blu, meravigliosa laguna dentro la laguna: il vero sogno polinesiano!....Bellissima nella sua diversità l'Ile aux Rècifs con le sue piscine naturali disseminate tra gli affioramenti corallini erosi dal vento e dalle maree. Al ritorno una sosta vicino al motu Nuhi Nuhi per un bagno nell'acquario e poi una corsa controcorrente nel Tiputa Pass a vedere i balzi dei delfini.Mai una giornata è stata così emozionante e piena di meraviglie. Mai come a Rangiroa abbiamo provato il desiderio che l'aereo non venisse più a prenderci ma, come dice il saggio, "tutto passa"....e noi passiamo all'ultima nostra meta polinesiana.

09/10/2011 - Fakarava

Se qualcuno dice che Rangiroa è un luogo isolato e poco animato dovrebbe vedere Fakarava! Rotoava la capitale è un villaggio di forse 5-600 anime. Noi vogliamo esagerare! All'estremità meridionale del grande atollo c'è il piccolo villaggio di Tetamanu sulla Passe de Tumakohua (riserva della biosfera UNESCO) dove abitano pochi isolani e qualche turista. 

Insieme ad una famiglia danese, genitori e tre bambini, ci trasportano per più di un'ora nel cassone di un pik-up per l'unica strada deserta dell'isola poi due ore di barca ci portano a Motu Aito Paradise, un piccolo motu sassoso dove il proprietario Manihi e la moglie Tila hanno fatto nascere questa piccola pension dal nulla, piccoli bungalow costruiti con materiali locali, quasi primitivi nella loro essenzialità, la poca elettricità proveniente da alcuni pannelli solari e il filo d'acqua della minuscola doccia dall'acqua piovana incamerata durante le rare piogge, consigliata la doccia "a secchio" fatta dall'aiutante di Manihi. In mancanza di una spiaggia i bagni e la escursioni dipendono dal motoscafo di Manihi che a volte è talmente misantropo che "dimentica" gli ospiti e allora noi abbiamo imparato che andando a guado da motu a motu era possibile scoprire veri e propri angoli solitari di paradiso. Però le 4 escursioni (di poche ore ciascuna) ci hanno mostrato perchè vale la pena venire fino qui: lo snorkeling nella passe tra una bassa e un'alta marea ,con un grosso pesce napoleone che ti solletica i piedi e verso il largo gli squali(non tanto piccoli!!!!)che sembravano guardarti vogliosi: è una delle cose più belle che io abbia mai visto; i motu delle sabbie rosa, la pesca al tramonto fuori dalla passe a rincorrere i nugoli di gabbiani che si tuffavano nei branchi di pesci.Questo abbiamo vissuto nullo sperduto motu di Fakarava, ed è stato bello perchè era questo che cercavamo. A parte gli ineluttabili giorni di pioggia a Tahaa nessun rimpianto,nessun se..nessun ma...i momenti perfetti, come gli imprevisti, hanno fatto parte del viaggio che ancora oggi resta nei nostri ricordi come un sogno che si è realizzato.

14/10/2011

Fakarava -Tahiti - Los Angeles - Londra - Milano - casa: quasi 50 ore tra soste e viaggio, stanchi ma felici.

LIDIA & ROBERTO

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